La vertenza Nostra Famiglia   «Niente sciopero, per ora»
Catello Tramparulo

La vertenza Nostra Famiglia

«Niente sciopero, per ora»

L’assemblea dei dipendenti ha aperto alla possibilità di avviare sul contratto vertenze individuali

La Nostra famiglia non ha ancora dato nessuna risposta: lo sciopero generale per ora non è in agenda, ma l’associazione rischia di trovarsi alle prese con oltre duemila vertenze individuali avviate dai dipendenti di tutte le sue sei sedi italiane. È questo lo scenario che sta prendendo forma nell’ambito del confronto in atto tra il personale e la parte datoriale, che in occasione dell’incontro svolto al ministero due settimane fa si è chiuso con un nulla di fatto.

Ieri c’è stata l’assemblea unitaria nazionale, in occasione della quale si è ripercorsa l’intera vicenda, soffermandosi in particolare sull’appuntamento a Roma in cui la vertenza si è conclusa con una mancata conciliazione.

«Questo tassello ora ci dà mano libera nel mettere in campo azioni di protesta che potranno arrivare fino alla proclamazione dello sciopero generale, che però per ora non faremo – ha spiegato Catello Tramparulo (Fp Cgil) -. Al momento non c’è una trattativa aperta: stiamo aspettando che la Nostra famiglia comunichi la posizione, che a nostro giudizio deve solo riguardare il ritiro della comunicazione di cambio contratto, con applicazione del Ccnl rinnovato pochi giorni fa».

Cosa che per ora non è avvenuta. Per questo motivo si aspetta di analizzare i cedolini di ottobre, dai quali emergerà la linea scelta dall’associazione. La quale non ha ancora nemmeno fatto sapere se il passaggio con la Regione (cui il management ha detto di voler chiedere conferma circa la copertura del 50% del costo del rinnovo del Ccnl, in caso di applicazione) si sia compiuto o meno.

«Purtroppo nemmeno la Regione ha comunicato nulla. Capiamo il periodo complicato – ha aggiunto Tramparulo -, ma si parla comunque di un migliaio di lavoratori nelle sedi lombarde».

Nel frattempo, comunque, i sindacati hanno deciso di incrementare tutte le attività di protesta, propedeutiche all’eventuale proclamazione dello sciopero generale. Ma non solo. Come detto, importanti saranno i contenuti delle prossime buste paga. «Il mancato riconoscimento del Ccnl aprirà la strada a due percorsi. In primo luogo la protesta sindacale, per la quale al momento non escludiamo presidi che coinvolgano anche la Regione. In secondo luogo, l’avvio di oltre duemila vertenze individuali in tutta Italia, attraverso le quali chiederemo ai giudici del lavoro di ripristinare il giusto diritto dei lavoratori».


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