La Faggi: «A Lecco la Lega  può correre da sola»
Antonella Faggi e Mauro Piazza nel 2006, quando l’accordo tra Lega e Forza Italia era solido

La Faggi: «A Lecco la Lega

può correre da sola»

Gli scenari Il senatore ed ex sindaco: «Da noi il centrodestra non si è rinnovato, resta legato ai vecchi schemi». Più prudente il segretario Parolari: «Credo che si possano ripetere le alleanze che governano in Regione»

«Quando vedo le scene terribili di maleducazione in Parlamento dei nostri ex alleati forzisti, devo dire che la tentazione di una cavalcata leghista in solitaria anche alle prossime elezioni a Lecco, non mi sento di escluderla».

Parole non di poco conto quelle della senatrice ed ex sindaco Antonella Faggi. Tema dell’intervento è la prossima tornata amministrativa del capoluogo, un tema peraltro messo con forza sul tavolo dall’attuale sindaco Virginio Brivio che, qualche giorno fa, ha incoraggiato alla competizione i tre “delfini” Corrado Valsecchi, Francesca Bonacina e Simona Piazza. Sul fronte opposto, la riflessione non poteva che iniziare da lei, Antonella Faggi, anche perché è proprio nel 2009 che si è spezzato il filo del governo locale del Carroccio, oltre a quello dell’unità del centrodestra. Un filo che, conferma la senatrice, pare ancora difficile da riannodare a pieno.

La lunga corsa

In effetti, se il commissario provinciale Stefano Parolari sceglie una strada più prudente («Presto per parlarne, in ogni caso credo che le alleanze possano riproporre lo stesso schema del centrodestra regionale»), Antonella Faggi ritorna proprio al peccato originale del termine del suo mandato.«So bene che, rispetto allo scenario nazionale, esistono molti livelli locali sui quali le singole persone rendono ben più facile trovare accordi per il bene del territorio. Ciononostante, a chi ventila ancora oggi a Lecco l’esigenza di coagulare e unire l’intero centrodestra, rispondo che questa esigenza, se intesa pregiudizialmente, risponde a vecchi schemi. A Lecco – prosegue - da quel 2009 non c’è stato alcun rinnovamento, i nostri interlocutori sono rimasti gli stessi, le stesse facce e le stesse parole, nonostante alcuni di loro abbiano cambiato schieramenti e casacche. Se il loro obiettivo è ancora una volta quello di sedersi al tavolo con la Lega e contrattare posizioni e assessorati, allora credo davvero che questo non può essere il metodo con cui scegliere i nostri interlocutori. Se poi guardo a quello che vedo in Parlamento – conclude la senatrice – viene davvero la voglia di andare da soli. Ma non spetta a me decidere, il mio ruolo è un altro».

Carroccio pronto

Ironizza invece sui nomi in gioco Stefano Parolari: «A differenza del Pd noi non abbiamo candidati da bruciare – sottolinea – quanto al colore, non credo di dire nulla di eccessivo se affermo che la Lega, per numeri e consensi, sarà la forza preponderante dell’offerta politica e avrà pieno diritto a esprimere un suo candidato».

E a Brivio, che parlava di un patto di reciproca desistenza tra Lega e Cinque Stelle già alle prossime amministrative, Parolari risponde: «Non so cosa intendesse, non credo sia facile impedire ai Cinque Stelle di comporre una propria lista, o andare da un loro elettore e dirgli di votare Lega. Francamente mi sembra che il M5S correrà da solo sul livello locale, come ha fatto sul nazionale. Che poi anche a Lecco possano nascere convergenze, è un altro discorso».

Stessa opinione per Flavio Nogara: «Che il candidato sindaco sia della Lega lo do per scontato. Le alleanze? Si vedrà: sicuramente il motore che porterà il cambiamento di Lecco dovrà essere la Lega e noi siamo pronti e galvanizzati per questa sfida: Lecco in questi anni ha subito di tutto da chi Lecco la ama». Chiude Antonella Faggi: «L’identikit del nuovo sindaco? Secondo me dovrà essere una persona competente in materia politica e amministrativa, basta con questi esperimenti in salsa civica in cui si fa fare il medico all’ingegnere e viceversa. E poi, dovrà essere pronto a dedicare tutto il tempo a Lecco, senza orari e senza vacanze».


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