«Il nuovo anno parte già nel caos»

Istruzione L’accusa dei sindacati: «Dodici presidi reggenti, troppi insegnanti e personale ancora da nominare». Mancano i docenti di sostegno, alle superiori si fatica a coprire le cattedre di matematica, inglese e informatica

«Il nuovo anno parte già nel caos»
Il ritorno sui banchi il prossimo 12 settembre nasconde più di un’incognita

Il nuovo anno scolastico parte nel caos, con molti docenti, personale di segreteria e bidelli ancora da nominare.

Le uniche notizie positive riguardano i provvedimenti legati al Covid: niente mascherina, finalmente, e niente didattica a distanza.

Sul fronte del risparmio energetico, è ormai tramontata anche l’ipotesi di accorciare l’orario in presenza e di destinare un giorno alla didattica a distanza per contenere i costi.

Le prime riunioni

Ieri mattina sono iniziate le prime riunioni per la programmazione ed organizzazione, ma in molte scuole, come denuncia Giuseppe “Pino” Pellegrino della Uil scuola, «è stato complicato riuscire a partire: ci sono dodici presidi reggenti su quarantun istituzioni scolastiche, e chiaramente non possono essere in una scuola e contemporaneamente in un’altra. Inoltre abbiamo anche dirigenti del Lecchese che hanno avuto la reggenza in una scuola fuori provincia. Da anni seguo la scuola e mai come in questo momento siamo stati nel caos: ad oggi non sono ancora state fatte le nomine, tanto che i dirigenti per le scuole materne possono già procedere con una nomina d’urgenza per insegnanti e personale».

Sul fronte Ata al momento sono stati nominati una cinquantina tra bidelli, addetti alle segreterie e tecnici di laboratorio «ma ne mancano ancora centoventi - rimarca Pellegrino - e non sono stati ancora nominati i docenti. Per non parlare del sostegno, dove sarà difficile trovare insegnanti abilitati».

Inizio d’anno scolastico bocciato anche da Michela Magni della Cgil scuola. «Siamo molto in ritardo sulle nomine e sull’organizzazione - osserva - al primo settembre siamo ancora senza docenti, e ci sono dodici scuole con il preside reggente. La situazione rischia di trascinarsi e così le lezioni partiranno con supplenti ancora da nominare. Non abbiamo neppure la data di inizio delle nomine».

A lei fa eco Mario Rampello della Cisl scuola: «Il ministro Patrizio Bianchi aveva detto che per il primo settembre sarebbe stato tutto pronto, ma non è stato così. È grave che non ci siano ancora le nomine, ed è grave che ci siano dodici scuole con il preside supplente. Abbiamo sempre ribadito che le nomine vanno fatte a luglio o ad agosto e che non bisogna attendere gli ultimi giorni».

La situazione

Si parla di un centinaio di docenti che entreranno in servizio con contratto a tempo indeterminato e che andranno a sostituire i pensionati; altri centocinquanta avranno la supplenza su tutto l’anno scolastico e i restanti verranno invece nominati dai dirigenti secondo le messe a disposizione, o le graduatorie interne che però in molti casi sono parecchio ridotte.

Pochi i posti alle materne considerato che in provincia di Lecco sono perlopiù paritarie, varie invece le cattedre libere alle elementari e alle medie.

Alle superiori, infine, mancano docenti di inglese, matematica, informatica e materie tecniche di indirizzo.

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