I ragazzi e il virus  nel Lecchese  Solo due su cento  trovati positivi
Tamponi rapidi per studenti e personale scolastico

I ragazzi e il virus

nel Lecchese

Solo due su cento

trovati positivi

I numeri L’analisi sui contagi dall’inizio della pandemia

La realtà più colpita quella degli over90: l’11% del totale

Due ragazzi lecchesi su 100 sono risultati positivi al Covid in questi undici mesi di pandemia. Un dato che risulta essere più che dimezzato rispetto alla media provinciale e a quello registrato per gli adulti in età lavorativa e per le persone più anziane. Questo è quanto emerge dall’analisi della distribuzione dei contagi per fasce di età nel lecchese, secondo i dati registrati da Regione Lombardia da inizio pandemia a oggi.

Chiaramente si tratta di dati che scontano sia le differenti metodologie (nei primi mesi i tamponi venivano effettuati solo ai casi più gravi, mentre da ottobre si è partiti anche con i test rapidi per studenti e personale scolastico) e sia il fatto che per molti mesi le lezioni in presenza sono state sospese. Va inoltre tenuto in considerazione come il coronavirus dia sintomi molto più lievi nei giovani e nei bambini, e che per questo in alcuni casi possa essere stato scambiato per una normale influenza.

I punti deboli

Nonostante questi elementi, si tratta comunque di numeri che offrono uno spunto di riflessione sulla reale necessità di sospendere nuovamente le lezioni per le scuole superiori.

In totale a oggi sono 14.269 il totale dei casi registrati in provincia di Lecco: risulta cioè essere stato contagiato il 4,25 della popolazione.

Sono state 1261 le positività riscontrate da marzo a metà gennaio fra gli under20 su 61.400 lecchesi che si trovano in questa fascia di età. Di esse: 339 hanno riguardato bambini con meno di 10 anni e 922 ragazzi fra i 10 e i 19 anni, con una notevole impennata nei mesi di ottobre e novembre, in concomitanza con la ripresa scolastica, con l’inizio della seconda ondata e ma soprattutto con l’avvio dei punti tamponi per studenti e quindi con una maggiore capacità di individuare immediatamente il Covid.

Nelle classi di età tra i 20 e 70 anni (contagiato in media il 4,65%) si è registrato un picco di positività tra i trentenni: risulta infatti essere stato colpito dal virus il 5% della popolazione in questa fascia di età, con un’impennata di casi nel mese di novembre.

Tra gli over 70 la percentuale di positivi sull’intera popolazione è del 5%, con una punta dell’11% tra gli over90. Un dato probabilmente influenzato dal fatto che in molti casi si tratta di persone che si trovano nelle Rsa, che in molti casi hanno dovuto fare i conti con focolai, o che comunque essendo le persone più fragili sono le più monitorate.

Andando poi ad analizzare le variazioni del contagio con il passare dei mesi, tenendo sempre presente come tra marzo e aprile ci fosse scarsa capacità di testing, risulta che nella prima ondata l’età media dei contagi è stata di 64 anni, durante l’estate di 43 anni e in questa seconda ondata, dove la possibilità di fare tamponi è molto più alta, è stata di 47 anni.

Gli ultimi mesi

Restringendo il campo soltanto agli ultimi mesi (11mila casi tra ottobre e oggi in provincia di Lecco), quelli dove il monitoraggio è stato migliore, l’incidenza dei nuovi casi nella fascia di età scolastica rimane pressoché stabile al 2%, mentre quella per l’età lavorativa cala al 3,8% e quella degli over 70 al 2,9%.

Il mese in cui sono stati riscontrati maggiori contagi è novembre con quasi 6mila nuovi casi di Covid, è stato infatti il periodo in cui la seconda ondata ha colpito con maggior forza. A ottobre e a dicembre si è di poco superato quota 2000, mentre nella prima metà di gennaio sono stati trovati 983 casi che sembrano indicare, almeno al momento, un andamento costante del virus nel nostro territorio e quindi non una decisa ripresa come si temeva dopo le festività.


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