I City Angels torneranno  a vegliare Lecco
I City Angels torneranno ad aiutare in città

I City Angels torneranno

a vegliare Lecco

Per qualche settimana si sono dovuti fermare per mancanza dei dispositivi di protezione sanitari

Per qualche settimana hanno dovuto fermare le proprie attività per la mancanza dei dispositivi di protezione individuale, ma nei prossimi giorni i City Angels di Lecco torneranno nelle strade della nostra città per prendersi cura dei più fragili e bisognosi.

«Ci siamo dovuti fermare – spiega Paola Corti, nuovo “angelo” coordinatore della sezione di Lecco - nel rispetto del decreto ministeriale anticoronavirus. Nel frattempo ci siamo mossi per recuperare tutti i dispositivi di protezione individuale necessari, richiedendo un aiuto ai cittadini. Negli scorsi giorni ci sono state donate 1600 mascherine da parte di una signora e grazie a Gianluca Braguti di Biokosmes siamo a buon punto anche con i gel disinfettanti. Abbiamo qualche problema in più a reperire i guanti, perché si trovano molto difficilmente in commercio». Nel momento in cui saranno a disposizione tutti i presidi di sicurezza necessari ripartiranno le attività della sezione lecchese: «Fermarsi è stata una scelta difficile per chi come noi è abituato a uscire e a dare una mano a chi ha bisogno. Ci si sente impotenti. Ora dovremo capire quanti volontari sono disponibili. Siamo in 35, ma giustamente in questo momento ci sono esigenze familiari da far conciliare».

In prima battuta i City Angels torneranno ad assistere i senza tetto: «Quando ripartiremo – continua Paola Corti - riprenderemo a distribuire cibo, coperte, indumenti a quanti ne hanno bisogno. Durante le ultime uscite che abbiamo fatto servivamo 25-30 pasti caldi a sera. Con la chiusura del rifugio notturno Caritas qualcuno in più per strada ci sarà. Purtroppo queste persone stanno continuando a dormire all’aperto, fra la Stazione, Piazza Affari e la Piccola, perché non c’è una struttura che li possa accogliere. Per il pranzo invece la Caritas continua a offrire loro il servizio mensa distribuendo un sacchetto con il cibo per evitare assembramenti».

La crisi sanitaria sta però sfociando anche in una crisi economica: «Vogliamo integrare – conclude Paola Corti – la nostra normale attività in favore dei senza tetto della città, con l’assistenza a famiglie e anziani in difficoltà. Stiamo infatti cercando di capire come poter essere utili a chi una casa ce l’ha ma in questo momento ha difficoltà per fare la spesa perché non ha più entrate economiche a sufficienza».


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