Energie rinnovabili  Lecco ai vertici
Una fase del ciclo produttivo dei pannelli fotovoltaici

Energie rinnovabili

Lecco ai vertici

Il territorio è tra i primi trenta in Italia, con un importante contributo del fotovoltaico. Franco Rotta: «Con la fine degli incentivi per le imprese c’è stata una frenata nell’installazione di impianti»

C’è anche Lecco (al 27mo posto) fra le prime 30 province italiane per produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici.

Il dato è contenuto nel “Rapporto Mezzogiorno” di Confartigianato, che esamina la distribuzione sui territori di energia da fonti rinnovabili, sulla base dell’analisi degli ultimi dati Terna a settembre 2016.

Nei dati nazionali da gennaio a settembre la produzione complessiva di elettricità da fonti rinnovabili è scesa del 2,7%, con una quota che nello stesso periodo copre il 35% del totale dell’elettricità prodotta in Italia. Una quota in lieve flessione rispetto al 35,4% registrato nei primi mesi dell’anno scorso. Ma se si guarda alla produzione di elettricità da fonti rinnovabili al netto del settore idrico nel 2016 si tocca quota 18,2%, un massimo storico al cui interno la produzione da fotovoltaico pesa il 9,5%, solo un po’ sotto il 10,3% del 2015.

E Lecco, in proposito, ci dicono gli esperti del settore, nonostante tante difficoltà si conferma un buon mercato.

«Lecco - ci dice Franco Rotta, presidente dei circa 400 installatori elettrici iscritti in Confartigianato Lecco - è una zona di notevoli opportunità sia per un mercato ricco di aziende e quindi di capannoni sia per l’irraggiamento solare. La provincia è nelle prime 30 nazionali, ma ha tutti i numeri per poter migliorare la posizione in classifica». L’ostacolo principale, spiega Rotta, sta nel sostanziale venir meno degli incentivi statali così come si era abituati a considerarli fino a un paio di anni fa. Se quest’anno il sostegno di Stato fino a un abbattimento del 50% del costo resiste per le abitazioni private, è sostanzialmente svanito sui capannoni.

«A Lecco il mercato - afferma Rotta - si è abbastanza stabilizzato ma il calo degli incentivi è stato determinante nella frenata. Gli incentivi muovevano il mercato, ora tutto si adegua al recupero di un investimento che senza sostegno statale finisce alle calende greche, per non dire delle pesanti difficoltà burocratiche che si sovrappongono quando si decide di procedere alla realizzazione degli impianti. Oggi - aggiunge - per fare economie di scala si installa il fotovoltaico contemporaneamente al rifacimento del tetto quando si decide di togliere l’eternit».

L’imprenditore sottolinea quanta strada ci sia da fare in tema di coscienza ambientale, per un investimento che in primo luogo viene visto dal punto di vista del risparmio in bolletta: «Il fotovoltaico - afferma Rotta - andrebbe visto anche nel senso del beneficio ambientale e dell’autonomia energetica. Ognuno pensa a sé, chi installa i pannelli non pensa affatto alla Co2 e alle emissioni in atmosfera. Serve molta più cultura per diffondere l’importanza dell’investimento».


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