Cresce l’interesse

per l’Ape volontaria

Tante richieste di informazioni ai patronati per la possibilità di andare prima in pensione La domanda dovrà essere presentata entro fine 2019

Cresce l’interesse per l’Ape volontaria
Le pratiche per l’Ape anticipata verranno gestite con i patronati dei sindacati

Cgil, Cisl e Uil provinciali confermano che sono ricominciate in questi giorni le visite nei patronati sindacali da parte di chi intende lasciare il lavoro prima dell’età pensionabile e vuol sapere quanto costa l’Ape volontaria, l’uscita pensionistica anticipata.

Un ritorno d’interesse che fa seguito a quanto già accaduto un anno fa, all’annuncio della misura messa in cantiere dal Governo per la quale il presidente dell’Inps, Tito Boeri, invita a un uso “consapevole”, visto che si tratta di uno strumento che «permette di contrarre prestiti a lunga scadenza, e che comporta però anche un piano di rimborso del prestito stesso che di fatto ridurrà in modo permanente la propria pensione futura».

Boeri lo ha sottolineato nei giorni scorsi nella conferenza stampa per presentare l’operatività dell’Ape volontaria, per la quale ora si può fare una simulazione attraverso il portale Inps e presentare domanda di certificazione, a cui l’Istituto risponderà entro 60 giorni e che apre la strada alla successiva richiesta vera e propria.

In sostanza, prima ci si fa certificare di avere i requisiti per la domanda, che sarà possibile fare dopo aver stabilito con la banca il proprio piano finanziario.

Nella certificazione del diritto ci sarà la data di presentazione della domanda e anche l’importo minimo e massimo della quota mensile di Ape ottenibile, oltre alla durata massima del finanziamento. Parametri utili a chiarirsi con la banca.

La domanda vera e propria andrà inviata entro la fine del 2019 e «dovrà essere gestita personalmente per via telematica dall’interessato, il quale – dice Cinzia Gandolfi del patronato Inca-Cgil – dovrà disporre di uno Spid di secondo livello», vale a dire l’identità digitale che al secondo livello garantisce un alto grado di affidabilità all’identità del richiedente.

Per buona parte della procedura (informazioni, simulazioni richiesta di certificazione) sono coinvolti, in quanto intermediari autorizzati, anche i patronati dei sindacati, che giovedì scorso in teleconferenza con l’Inps hanno ottenuto gli ultimi aggiornamenti operativi.

L’Ape volontaria interessa i lavoratori nati tra maggio del 1954 e luglio del 1956 e fra loro l’Inps stima una platea potenziale di 300mila persone per quest’anno e altre 115mila nel 2019. L’Ape è dunque quel prestito ponte che permetterà l’uscita anticipata dal lavoro a chi ha la prospettiva di andare in pensione entro 3 anni e 7 mesi, purché abbia almeno 63 anni di età (63 anni e 5 mesi nel 2019) e 20 anni di contributi versati.

Chiedendo, in sostanza, un prestito a una delle banche convenzionate per l’operazione si potrà andare in pensione prima ottenendo, frazionato mese per mese, il finanziamento ottenuto, fino al raggiungimento della pensione, che fa da garanzia al mutuo contratto. A quel punto partiranno le trattenute sugli assegni mensili a rimborso delle rate, che si inizierà a pagare a quasi 68 anni di età e per vent’anni. Gli eredi non rischiano nulla, perché il debito non è reversibile. E ciò fa la sua parte nel determinare il costo.

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