«Con il ticket Landini-Colla   una Cgil rafforzata»
Maurizio Landini vota al congresso di Bari

«Con il ticket Landini-Colla

una Cgil rafforzata»

Diego Riva si sofferma sull’intesa finale: «Abbiamo concluso un percorso cominciato ad aprile - La piattaforma unitaria è sostenuta dal 98% gli iscritti»

Maurizio Landini guiderà la Cgil per i prossimi quattro anni. L’intesa tra l’ex segretario della Fiom e l’altro candidato Vincenzo Colla è stata trovata nel corso dei lavori congressuali che si stanno svolgendo a Bari.

La formula scelta per succedere a Susanna Camusso è quella del ticket con Landini segretario e Colla vicesegretario, in modo tale da dare piena rappresentanza a entrambe le due candidature, numericamente non così distanti e peraltro basate sullo stesso documento congressuale. Classe 1961 della provincia di Reggio Emilia, segretario generale della Fiom dal 2010 al 2017, candidato dalla stessa Camusso e sostenuto dalla maggioranza dei componenti della segreteria, Landini aveva immediatamente incassato il sostegno di Diego Riva, segretario della Cgil di Lecco e di larga parte della Camera del lavoro. Per Landini e Riva uguale estrazione metalmeccanica e una conoscenza di lungo corso in seno alla Fiom: «La possibilità di un accordo per un’unica candidatura era già nell’aria nei giorni scorsi, perché prima di tutto viene l’organizzazione e perché c’erano tutte le condizioni per trovare una soluzione unitaria».

Landini «ha davanti a sé – sottolinea Riva - un periodo storico importante, ma ha le caratteristiche per poterlo affrontare nel modo giusto. In questi giorni ha già superato un primo ostacolo riuscendo a trovare una soluzione unitaria che rafforzasse l’organizzazione. Si conclude così un percorso congressuale partito ad aprile da cui è nata una piattaforma unitaria sostenuta dal voto del 98% dei nostri iscritti». Diverse le sfide che attendono la Cgil: «Il 9 febbraio c’è già un’iniziativa sindacale unitaria importante, per dare risposte a una manovra finanziaria che non va nella direzione giusta. Oltre a questo, con Cisl e Uil, si punterà a rimettere al centro il tema del lavoro. Maurizio è sempre stato capace di farsi capire e di ascoltare, caratteristiche che gli permettono di avere una marcia in più per fare bene sui temi del lavoro».

L’accordo raggiunto è una soluzione giudicata positivamente anche da Marco Brigatti, segretario dei pensionati lecchesi che, nel solco del documento programmatico unitario, aveva espresso una maggiore vicinanza a Colla: «La priorità era quella di avere un’organizzazione che uscisse da questo congresso con una maggiore unità e solidità ed è quello che sta accadendo. Quello scelto è un meccanismo e un metodo che non è così nuovo per la Cgil e conferma la nostra capacità di riuscire sempre a trovare la quadra per salvaguardare la dimensione unitaria, pur riconoscendo l’eterogeneità di pensiero e posizioni. Si rispolvera, con il vicesegretario, una formula antica, meno utilizzata di recente, ma che riconosce che ci sono modo diversi di interpretare lo stesso documento programmatico». Un accordo, quello tra Colla e Landini, che per Brigatti evita fratture: «Il rischio era quello che ci fossero vincitori e vinti, cioè che una parte dell’organizzazione non fosse rappresentata. Così non è stato, nessuna parte si sente sconfitta, nessuno si sente un po’ meno dentro alla Cgil. C’è un’organizzazione unita e c’è il riconoscimento delle varie anime».


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