Casatenovo «Sgominato   un ramo della ’ndrangheta»
La perquisizione della Guardia di finanzia

Casatenovo «Sgominato

un ramo della ’ndrangheta»

Tre arrestati con l’accusa di aver messo in piedi delle società fittizie con cui evadere l’Iva e l’Ires Sarebbero stati al vertice di un sistema che riciclava i soldi dei boss, uno è ritenuto far parte di un giro di usura

Sono accusati di essere uno dei bracci operativi della cosca ’ndranghetista Morabito-Bruzzaniti in Lombardia e di aver messo in piedi un sistema di società fittizie con cui evadere Iva e Ires.

Nella mattinata di ieri tre cittadini di Casatenovo, il 53enne Alessandro Magnozzi, un uomo di 34 anni e un altro di 59 anni, sono finiti in carcere in quanto ritenuti, dagli inquirenti, al vertice di un sistema criminale che riciclava i soldi dei boss mafiosi e che otteneva ingenti guadagni nel settore delle telecomunicazioni attraverso il meccanismo della “frode carosello”.

Scatole cinesi

Attraverso, cioè, l’interposizione tra il fornitore e l’acquirente di società cartiere, sostanzialmente scatole vuote rette da prestanomi, allo scopo di rendere impossibile tracciare i movimenti di denaro, per poi omettere i versamenti Iva.

L’operazione, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, con l’ausilio di 300 finanzieri della Guardia di Finanza di Milano e Lecco e del Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata di Roma, è scattata alle prime luci dell’alba tra Lombardia, Piemonte, Lazio, Valle d’Aosta e Calabria e ha portato a dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere, 6 ai domiciliari (tra cui anche un residente a Milano, ma nato a Lecco) e due ordini di dimora. I 20 sono indagati, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, estorsione, usura e auto-riciclaggio.

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