Bulciago, «Addio Camilla,   eri un profumo di vita»
Il lancio di palloncini bianchi ha salutato la bara di Camilla

Bulciago, «Addio Camilla,

eri un profumo di vita»

Centinaia di persone questa mattina in chiesa parrocchiale per l’ultimo saluto alla studentessa di 16 anni

Il parroco ha ricordato il suo impegno in parrocchia, la sua vitalità e il suo coraggio: «Una presenza che permane»

Centinaia di persone hanno dato questa mattina l’ultimo saluto a Camilla Panzeri, 16 anni, studentessa della classe terza ad indirizzo socio-economico del Bertacchi di Lecco.

Come noto, è deceduta nelle prime ore del 3 gennaio dopo una lunga malattia. Una sorte di morte annunciata, ha detto il parroco della comunità pastorale di Bulciago, Bevera e Barzago, don Giovanni Colombo, che la conosceva bene.

L’addio

«Proprio nelle primissime ore del 3 gennaio Camilla ci ha lasciati, mi ha telefonato la mamma Anna nella mattinata, purtroppo il suo decesso era atteso, se non per quel giorno, per il giorno dopo». Le condizioni della ragazza erano infatti in continuo peggioramento e si stava lentamente spegnendo, era ricoverata in ospedale dove era sottoposta a trattamenti di chemioterapia, ha lottato fino all’ultimo ma non ce l’ha fatta. Tantissima gente, nonostante le restrizioni, ha voluto dare l’estremo saluto a Camilla, molto conosciuta in paese, radunandosi in chiesa e sul sagrato, ed un lancio di palloncini bianchi ha saluto la sua bara. Don Giovanni ha voluto ricordare un suo compagno di seminario, affiancandolo a Camilla: «Il 3 gennaio del 2004 mi lasciava Alessandro, un compagno di seminario, dopo un malattia. È una coincidenza che vivo a distanza di tanti anni, nei mesi precedenti alla morte Alessandro aveva lasciato tanti scritti e tante preghiere, tra cui una che vorrei leggere oggi».

Una preghiera che riprende il tema delle letture del Vangelo, l’abluzione dei piedi di Gesù con il profumo: «Ecco, Camilla era questo profumo, un profumo di vita, che si spande intorno e di cui tutti si accorgono e che permane anche quando non c’è più».

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