Buffagni a Lecco  «Soldi per l’innovazione»

Buffagni a Lecco

«Soldi per l’innovazione»

Il sottosegretario ospite di Api, ha promesso l’aumento degli stanziamenti del Fondo di garanzia

Più soldi e più consulenza su internazionalizzazione e innovazione. Questa in sostanza la promessa del sottosegretario Stefano Buffagni alle imprese lecchesi.

Ospite ieri pomeriggio di Api insieme ai rappresentanti dei fondi e degli enti statali coinvolti nel sostegno alle imprese, il pentastellato ha chiarito quella che è l’operazione studiata ad hoc dal Ministero per lo sviluppo economico: dall’aumento degli stanziamenti del Fondo di garanzia (e dell’offerta finanziaria statale) di Cassa depositi e prestiti a favore delle imprese, alla creazione del portale Wikimprese, che “digitalizza” il rapporto diretto tra aziende e ministero, tra lavoro e burocrazia.

Una risposta necessaria a quelle che il presidente lecchese Api, Luigi Sabadini, ha definito «la richiesta di essere semplicemente ascoltati».

«I numeri che ha espresso Lecco in termini di esportazione sono straordinari – sono le parole frutto del duro lavoro delle imprese e delle associazioni per aprirsi al mercato estero e trovare uno sfogo per tornare ai livelli di produzione pre-crisi. Diciamolo chiaro: se ci fossimo appoggiati solo al mercato domestico sarebbe stato un bagno di sangue. In più, consideriamo prioritario il tema del trasferimento tecnologico, portare ai clienti qualcosa di più e di meglio (e in quest’ottica è nata Apitech). Terzo asset quello delle persone: impianti moderni e idee nuove non portano nulla senza persone preparate e mantenute ad un alto livello professionale (e anche qui, la formazione continua è un fiore all’occhiello di Api). In Italia si urla, si grida, si dice tutto e il contrario di tutto. Noi chiediamo invece una cosa semplice: ascoltateci. Non urliamo, non diamo ricette magiche al governo. Siamo la parte migliore del paese, parliamo con i clienti, i fornitori, i dipendenti: sappiamo quello che diciamo. L’invito che porgo al governo è questo: pianificare e lavorare a testa bassa».

«Ci accusano quotidianamente di distruggere un paese fermo da anni – ha argomentato Buffagni, prendendo la parola - di bloccare un’opera, la Tav, già in attesa da vent’anni, di non fare assolutamente nulla per le imprese. Prendiamo schiaffi in faccia quotidianamente, e allora ci siamo chiesti: perché non riusciamo a raccontare tutte le misure che realizziamo, tutta la nuova linea di indirizzo a Cassa depositi e prestiti? All’informazione forse non piacciamo molto, ma abbiamo capito di dover incontrare faccia a faccia le imprese e far loro conoscere le misure in campo, togliere quella barriera che esiste tra strutture e associazioni di categoria».

Un formati di incontri che ha appunto visto in Lecco e in Api uno dei primi interlocutori, con l’obiettivo di “settare” sulle richieste reali l’azione del ministero e degli enti statali portatori di finanziamenti. «Se non remiamo dalla stessa parte, non ci muoviamo – ha concluso – e invece dobbiamo impegnarci, anzitutto per portare a voi più fatturato andando all’estero. Possiamo farcela? Assolutamente sì, visto che statisticamente siamo la seconda manifattura europea, ma anche il Paese con la rosa più ampia di prodotti».


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