Ballabio, Sparatoria nel boschetto   Arrestato per rapina e tentato     omicidio
L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile

Ballabio, Sparatoria nel boschetto

Arrestato per rapina e tentato omicidio

Il ragazzo di vent’anni di origini balcaniche dovrebbe comparire oggi per la convalida Avrebbe esploso alcuni colpi contro un “pusher”. É stato arrestato alla stazione di Lecco

Sparatoria nei giorni scorsi nei boschetti intorno a Ballabio, i cosiddetti “boschi della droga”. I contorni non sono ancora precisi, ma i fatti sembrano essere sempre più, con il passare delle ore, inequivocabili. Un ragazzo di vent’anni è stato arrestato dalla Squadra Mobile comandata da Danilo Di Laura (che ha confermato la circostanza dell’arresto, senza però rivelare null’altro dell’operazione per non compromettere le indagini ancora in corso), in stazione Lecco dopo la fuga, al termine di un tentativo di rapina andata male.

Indagini ancora in corso

I particolari sono ancora nascosti dal riserbo delle indagini, dunque, ma proprio oggi il giovane, di origini balcaniche (pare Macedone), dovrebbe comparire davanti all’Autorità Giudiziaria, in particolare del Pubblico Ministero Paolo Del Grosso, per l’udienza di convalida dell’arresto portato a termine dalla Mobile dopo breve ma intensa attività di indagine. Il tutto sarebbe avvenuto sabato nei boschi “della droga” a Ballabio, ma nel versante che guarda verso Morterone dove l’isolamento, per chi vuole nascondersi, è pressoché totale sia per chi vende che per chi acquista la droga.

Il giovane avrebbe assalito a mano armata un terzetto costituito da un “pusher”, uno spacciatore, e due suoi clienti. Sorpresi dall’assalitore che avrebbe chiesto loro la droga e il denaro oggetto dello scambio tra pusher e clienti, questi ultimi tre sarebbero scappati a gambe levate. Alché il giovane macedone avrebbe esploso alcuni colpi di un revolver all’indirizzo del trio in fuga, che avrebbero ferito l’altrettanto giovane pusher, di origini nordafricane. Il quale, fattosi soccorrere sul ciglio della strada dopo essere sfuggito all’assalitore macedone, ha riportato ferite alla mano “sospette” che hanno fatto subito pensare a un’arma da fuoco, al Pronto Soccorso.

Da qui l’attivazione dei controlli di rito e l’interrogatorio da parte degli agenti della Mobile che ha portato alla ricostruzione dell’accaduto. Il tutto ora è al vaglio degli inquirenti ma i pezzi del puzzle ci sono tutti: il nome dell’assalitore, che è stato arrestato, quello della vittima, quello dei clienti. Manca, forse, da ricostruire il contesto e se il giovane macedone abbia agito da solo o con qualche complice.

Imputazioni pesanti

O se il “piano” fosse nato in altro contesto o in quello, similare, degli spacciatori di droga o per il controllo del territorio tra fazioni diverse. Insomma, le indagini proseguono. Ma le imputazioni per il giovane macedone sono pesanti: rapina a mano armata, tentato omicidio, e detenzione di arma da fuoco non regolarmente detenuta.


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