Airuno, circonvenzione d’incapace  Rito abbreviato per il badante di Gilardi
I cartelloni davanti all’istituto Airoldi e Muzzi per il ritorno a casa di Carlo Gilardi

Airuno, circonvenzione d’incapace

Rito abbreviato per il badante di Gilardi

Accolta la richiesta del legale di Brahim El Mazoury, il 20 luglio sarà processato In quella data si deciderà se rinviare a giudizio gli altri sei imputati in via ordinaria

Il quarto d’ora è diventato un’ora e mezza. Forse un po’ di più. Ci ha riflettuto molto, il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Lecco Salvatore Catalano, prima di rientrare in aula, ieri mattina, e dare lettura della sua l’ordinanza sulle questioni preliminari sollevate dalle difese degli imputati per l’ipotesi di reato di circonvenzione d’incapace, vittima Carlo Gilardi, l’ex professore dell’istituto Parini di Lecco balzato all’onore delle cronache nazionali anche per via dei servizi dedicati dal programma di Italia Uno “Le Iene”.

La camera di consiglio

Il gup Catalano, dopo la lunga camera di consiglio, ha accolto la richiesta del legale dell’ex badante del professore Brahim El Mazoury (l’avvocato Nicolas Pistollato del Foro di Bergamo) di essere ammesso al rito abbreviato, rimandando al prossimo 20 luglio la decisione, così come anche l’eventuale rinvio a giudizio per gli altri sei imputati.

Ieri mattina, al Palazzo di giustizia di Lecco, erano presenti cinque dei sette imputati (uno è irreperibile) con i rispettivi avvocati nonché il legale di parte civile Stefano Pelizzari, nominato dall’amministratore di sostegno del novantenne airunese Elena Barra.

Dopo avere preso atto – e averle rigettate - di alcune eccezioni in punta di diritto sollevate dalle difese e della richiesta del badante, il gup Catalano si è ritirato attorno alle 11 per rientrare in aula poco prima delle 13. Dunque per capire se gli altri sei imputati dovranno essere sottoposti a processo, in via ordinaria, si dovrà attendere il 20 luglio, giorno in cui invece per El Mazoury si terrà il processo con il rito abbreviato. Se sarà accolta la richiesta del pubblico ministero Figoni. Ameur Rougui, Hichem Harroun, Abdelmalak Rougui, Abdellatif Ben Mustapha e Khalifa Mejbri, tutti difesi dall’avvocato Andrea Artusi del Foro di Lecco, e Nedal Abushunar, rappresentato dall’avvocato Agnese Cattaneo del Foro di Monza, si dovranno difendere dall’accusa di circonvenzione di incapace in concorso.

Immobili concessi in comodato gratuito, elargizione di somme di denaro fino a 100mila euro.

Le imputazioni

Sono queste le imputazioni principali che il sostituto procuratore Figoni addebita, a vario titolo, alle sette persone finite sotto inchiesta. Secondo il pubblico ministero, i sette “al fine di procurarsi un ingiusto profitto, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in concorso tra loro, abusando delle compromesse capacità critiche e dell’indebolimento di quelle volitive di Gilardi, lo avrebbero indotto a compiere i atti “per lui produttivi di effetti dannosi”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA