Acciaio, «Lecco  leader nel mondo»
La lavorazione della vergella in una trafileria del distretto lecchese, tra i più forti a livello mondiale secondo gli esperti

Acciaio, «Lecco

leader nel mondo»

Il convegno di settore in camera di commercio

All’industria del futuro serviranno informazioni e fusioni

È uno sguardo sul futuro della manifattura e dell’acciaio quello proposto giovedì scorso da Emanuele Morandi, presidente di Siderweb, al convegno organizzato a Lecco dalla community dell’acciaio insieme alla Camera di Commercio, a Lariodesk e al Distretto metalmeccanico lecchese.

«La manifattura, in particolare quella legata all’acciaio - ha detto Morandi - deve mantenere peso in un’Europa che sta cambiando e deve farlo con un’innovazione che includa un cambiamento di visione futura». In proposito Morandi ha ricordato alla platea d’imprenditori di settore come due anni fa Siderweb abbia lanciato con “Industria-Acciaio 2030” una riflessione per individuare le necessità future del settore, in modo da dare risposte «non solo a bisogni attuali, o addirittura a bisogni superati, che non ci sono più. Serve sapere come vivremo, con che mezzi ci sposteremo, persino che viti, ad esempio, useremo nel futuro e attrezzarci per rispondere alle esigenze in un settore in cui Lecco è leader nel mondo. Ce la faremo solo se le informazioni riusciranno a passare in modo adeguato». Morandi ha annunciato che in occasione di “Made in steel 2017”, che si svolgerà a Milano, Siderweb intende promuovere con il suo progetto di Stati generali dell’acciaio una focalizzazione sul ruolo della Cina nel settore.

Nell’incontro sono stati spiegati dall’ufficio studi di Siderweb i dati e le analisi economico-finanziarie di un settore, in particolare quello della vergella, che risente pesantemente della nuova tornata di aumento dei prezzi e delle difficoltà della concorrenza cinese, in un momento in cui l’Europa sta per decidere se accordare o meno alla Cina lo status di economia di mercato, nonostante le forti incongruenze di prezzi delle materie prime, che in Cina vengono fissati più per via politica che in risposta all’andamento di mercato. Del tema si è parlato a fondo fra l’altro nella tavola rotonda a cui hanno partecipato Andrea Beri, coordinatore del distretto metalmeccanico lecchese, Augusto Lombardi (Caleotto Spa), Sergio Pirovano (Upiveb) Angelo Cortesi (Anccem) e Fabio Faustini (Streparava Group), con il coordinamento del direttore de La Provincia Diego Minonzio.

A ricordare quanto sia importante per le aziende, anche piccole, riorganizzarsi e riconquistare competitività è stato Antonio Maresca (Ernst&Young): “Noi aiutiamo le aziende - ha detto Maresca - a crescere e a reagire e in questo settore vediamo notevoli possibilità di approfondimento. Va affrontato un problema di scala dimensionale, per cui serve capire come fare per aumentarla a vantaggio di capacità di investimento ed efficienza». Superare le piccole dimensioni è possibile, ha aggiunto, e le fusioni non sono necessariamente la via maestra per riuscirci. «Si può crescere - ha detto - ragionando sulle possibilità di filiera e affrontando la questione non in modo solo reattivo, ma con sistemi che facciano la differenza. Il mercato a valle, e ciascuno di voi - ha aggiunto rivolgendosi agli imprenditori - detta quali devono essere i nuovi prodotti e le nuove opportunità. La tecnologia è solo un fattore che abilita tutto ciò, perciò serve avere una strategia che aiuti a capire come usarla”.


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