«Mio figlio picchiato sul bus  perché si lamentava del chiasso»
L’autobus per la Valvarrone

«Mio figlio picchiato sul bus

perché si lamentava del chiasso»

Il genitore del ragazzo :«Aveva mal di testa , ha chiesto alle ragazze nigeriane di spegnere la musica»

Cinque giorni di prognosi per il quattordicenne di Sueglio che sulla corriera della Valvarrone è stato malmenato da un paio di richiedenti asilo che sono ospiti della struttura “La Quiete” che è ubicata in paese ed è gestita dalla Cooperativa “L’Arcobaleno” di Lecco.

Malmenato, dice il padre, raccontando la sua versione dell’episodio di lunedì scorso: «Mio figlio era sul pullman ed aveva mal di testa. Le ragazze avevano un telefonino ed ascoltavano musica ad alto volume. È stato chiesto di abbassare la musica – continua il genitore – ed invece si sono alzate e gli hanno appoggiato il cellulare all’orecchio. Lui si è ribellato ed il cellulare è caduto per terra e gli hanno dato le botte. Per fortuna si è messo in mezzo un amico».

Il ragazzo ha riportato alcuni ematomi durante le fasi concitate che hanno provocato l’arresto della corsa del bus e l’arrivo dei carabinieri della stazione di Colico, chiamati ad intervenire dall’autista.

Un brutto episodio che è stato condannato anche dal sindaco Simona Monica Cantini Cantini che riconosce come ci sia un clima non proprio sereno sulla corriera.Le ragazze, una dozzina in tutto, sono ospiti della struttura di proprietà della parrocchia e scendono a Dervio per partecipare ai corsi di italiano che vengono organizzati nell’ambito del programma di assistenza fatto dalla cooperativa.

Proprio sulla via del ritorno è successo il fatto, sulla linea Bellano-Avano, sull’ultimo pullman, quello delle 17.35 che sale in Valvarrone. n M.Vas.


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