Callegher, 210 reti in carriera. «Ma si sente che l’età avanza»

Alla soglia dei 40 anni l’attuale attaccante del Barzanò segna ancora. «Io numero 10, il 10-10-2010 riuscii a segnare una tripletta contro l’Arcadia».

È cresciuto ad Asso e ora vive a Lipomo, ma Cristian Callegher, classe ’83, è uno dei bomber in attività più prolifici del calcio lecchese. Arrivato a quota 210 reti in carriera, l’attaccante del Barzanò, Terza categoria, non ha certo intenzione di fermarsi.

«Il settore giovanile l’ho fatto nella Canzese e in prima squadra ho debuttato nel Real Anzano a 18 anni - racconta Cristian -. Segnavo tanti gol in Terza, ero giovane e in estate mi cercarono un po’ tutti. Decisi di passare all’Sldp Malgrate perché un mio compagno di classe a cui ero legato andava lì». A portarlo nel calcio lecchese, che diventerà poi la sua casa, fu l’allora ds gialloverde Marco Valsecchi, che intuì subito le sue grandi qualità.

«Quell’unico infortunio»

«Purtroppo sono rimasto lì due anni, ma a causa di un duplice infortunio, prima caviglia e poi ginocchio, non ho praticamente mai giocato». Fortunatamente, quello è stato l’unico infortunio di tutta la carriera: «Anche a livello giovanile, considerando che ho iniziato a giocare a 6 anni, non ho mai avuto nulla e se gioco ancora oggi è anche grazie a questo». Dopo una parentesi alla Vasca, Callegher veste le maglie di Pol. 2001, Rogeno e quindi Zanetti, squadra in cui vive una delle sue esperienze più belle.

«Dalla Terza siamo arrivati sino alla Prima categoria e di quel periodo ricordo una data particolare per me che ho sempre giocato con il numero 10, ovvero il 10-10-2010 in cui riuscii a segnare una tripletta contro l’Arcadia. Molto emozionante anche la finale al Rigamonti-Ceppi contro il Lomagna per stabilire il campione provinciale di Terza, dato che ai tempi c’erano persino due gironi lecchesi».

Dopo una stagione al Sala al Barro, Cristian torna alla Zanetti, per passare poi a Galbiate, Nuova Brianza, Ellese e nell’estate 2017 approdare a Molteno dove, all’età di 34 anni, vive una seconda giovinezza calcistica: «Insieme alla Zanetti è stata non solo l’esperienza più lunga, ma anche la più significativa. Prima di tutto grazie a mister Gianluca Cazzaniga che è l’allenatore a cui sono più legato. Inoltre, a Molteno ho anche vissuto la mia stagione migliore dal punto di vista realizzato, segnando 28 gol nel campionato di Terza 2018/19».

A gennaio di quest’anno il passaggio al Bulciago e in estate quello al Barzanò, dove gioca tutt’ora. «A Barzanò sono arrivato perché quattro miei ex compagni del Molteno sono andati lì e così mi sono aggregato per un discorso di amicizia».

«Anche il calcio a 5»

Una passione per il pallone a 360 gradi, che ha riguardato anche il calcio a 5: «Per 8 anni ho portato avanti il doppio impegno, giocando a 5 prima con l’Arcadia e poi con la Zanetti, seppur solo a livello Csi».

Fino a che età continueremo a vedere Callegher nei tabellini marcatori? «Non so, fisicamente sto bene, ora penso anno per anno perché comunque si sente che l’età avanza». Massoterapista di professione, potrebbe essere questo il suo futuro nel calcio? «Sinceramente no, mi vedo più come ds. Mi piace l’idea di parlare con i giocatori e costruire le squadre» e magari scovare un nuovo Callegher…

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