Connubio tra musica e parole  Sul palco gli studenti del  “Ciceri”
Un’immagine di archivio degli studenti del liceo musicale “Teresa Ciceri”

Connubio tra musica e parole

Sul palco gli studenti del “Ciceri”

Questa sera e martedì prossimo doppio appuntamento all’associazione Carducci. Gli allievi del musicale propongono una scorribanda tra classici delle sette note e della poesia

Musica e Parola si fondono fra le mura del liceo e diventano la chiave d’incontro di quest’anno con la tradizione musicale comasca.

Parte dalla proposta di inserirsi nel filone tematico della stagione concertistica, intitolata a “Logos e Melos”, il nuovo incontro fra la locandina “Carducci Giovani” - che offre lo storico palcoscecnico di viale Cavallotti a Como come prestigiosa occasione performativa alle leve artistiche più giovani - e il Liceo Musicale cittadino “Teresa Ciceri”: il doppio evento con cui, stasera e martedì prossimo alle 20.30, i liceali dell’istituto musicale statale propongono al pubblico il frutto del proprio studio individuale e corale d’insieme è fin da principio una nuova sfida vinta.

L’incrocio fra musica e parola, senso e significato, è diventato occasione di uno studio andato oltre il puro tecnicismo applicato al far musica per sfociare in un approfondimento proprio dello studio liceale, che torna poi a sintetizzarsi nel far musica. “Conoscere per ascoltare”, intitolano le note di sala realizzate dagli alunni della classe quarta del Liceo Musicale nel proprio laboratorio di analisi delle discipline di teoria, analisi, composizione e storia della musica per annunciare e presentare il primo programma di questa sera, che vedrà protagoniste le voci delle classi di canto e di strumento.

Un viaggio antologico interessante da ascoltare e prezioso, che sarà aperto con “Della bellezza le dovute lodi” nel primo Seicento di Claudio Monteverdi per arrivare alla contemporaneità dell’inglese John Rutter o delle sfumature pop di Rolf Rovland e Brendan Graham arrangiate dal comasco Antonello Rizzella.

In mezzo, un vero e proprio excursus nell’incontro fra suono e senso della parola e della musica, oggetto voluto della proprosta della stagione del Carducci di quest’anno, con l’antico di Haendel, Caldfare o Gasparini (la sempre emozionante “Lascia c’h io pianga” o “Selve amiche”), un omaggio al Bellini amante del Lario con l’aria da concerto, poi trasformata in aria da camera, “Dolente immagine” e, dopo un interludio pianistico affidato a Schumann e Ravel per trasportare idealmente oltralpe gli ascoltatori, il Mendelssohn delle “Romanze senza parole”, quasi a ribadire a fianco del rapporto tanto approfondito l’autonomia sua propria del linguaggio musicale; le poesie “Batter my heart” di J. Donne e “The divine Image” di W. Blake lette in lingua originale chiuderanno il cerchio di significato della serata, grazie alla collaborazione con compagni dei corsi di indirizzo linguistico.

L’ingresso al Carducci di stasera è libero; martedì prossimo toccherà a “Musica e contenuto, razionale e immaginario”, serata strumentale con organici molto diversificati che proporranno brani musicali solistici e d’insieme, da Bach ad Ives.


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