“Sagra di primavera” e “Stabat Mater”  Danza tra dolore e speranza
Lo “Stabat Mater” del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor

“Sagra di primavera” e “Stabat Mater”

Danza tra dolore e speranza

Coreografie di Edward Clug, che porta al Sociale di Como il Balletto del Teatro Sloveno di Maribor - Un percorso dal sacro al profano, che vede la “Sagra” rappresentata su una superficie d’acqua

Una Sagra della primavera preceduta da uno Stabat Mater: il nuovo appuntamento della rassegna danza della stagione notte 2018-2019 del Teatro Sociale di Como AsLiCo, stasera, venerdì 29 marzo, alle 20.30, è all’insegna del viaggio dalla sacralità del dolore alla ritualità per l’arrivo della primavera grazie alle coreografie di Edward Clug. Il quarantacinquenne maestro rumeno porta a Como per la prima volta a Como il Balletto del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor con due creazioni: la prima, che dà il titolo alla serata, su “Le sacre du printemps” di Igor Stravinskij, preceduta da un prologo sullo “Stabat Mater” musicato da Giovanni Battista Pergolesi.

C’è un percorso di significato molto profondo, in questo accostamento coreografico che la stagione danza del Sociale propone con il quotidiano La Provincia. Percorso dal sacro al profano, che vede la coreografia della Sagra messa in essere su una superficie d’acqua - spunto, peraltro, di riflessione ambientale a una settimana dalla Giornata Mondiale dell’Acqua - come scelta di uno dei quattro elementi a simboleggiare la fonte di vita osservata agli albori della filosofia occidentale verso la ritualità per l’arrivo della primavera, un momento tra i più intimi della Cristianità confrontata con le leggende di una Russia pagana.

Al contrario

Una sorta di percorso etico al contrario, pensando alla dirompente provocatorietà scatenata da Stravnskij al debutto del lavoro al Théâtre parigino degli Champs-Élysées, nel 1913, che scardinò aspettative e sonorità rassicuranti anticipando le laceranti realtà del Secolo breve con la coreografia di Nizinskij  per Les Ballets Russes di Sergej Djagilev dentro la cerchia di amici che radunava Pablo Picasso, Coco Channel, Jean Cocteau e il milieu parigino della Belle Époque.

Edward Clug si avvale delle scenografie di Marko Japelj e dei costumi di Leo Kulaš nell’affidare alla prima ballerina Evgenija Koškina e ai dodici membri del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor l’Iniziazione dell’Incoronazione fondati sulla leggenda della Russia pagana pre-cristiana accostato a un momento tra i più sacri e commoventi della Cristianità a livello coreografico e drammaturgico, con un impatto visivo completamente diverso, destinato nel pensiero coreografico di Clug ad esprimere il passaggio fra dolore e speranza contenuto nel messaggio musicale di Pergolesi. Il risultato sarà una coreografia ricca di riferimenti allegorici, verso un nuovo tipo di visione atemporale, propria della danza, destinato a riflettere la relazione tra madre e figlio».

In occasione della Sagra della primavera il Teatro Sociale propone, dopo lo spettacolo (ore 22 circa) una “Cena Stravinskij” al ristorante Kitchen dello Sheraton Lake Como (via Cernobbio, 41), con il menù appositamente studiato in onore del balletto. Il Sociale ricorda anche il percorso “Camminando fino a Stravinsky: il sentiero del rito” scelto dagli alunni del Liceo Musicale Statale T. Ciceri di Como e messo in musica dal coro della classe Seconda M, diretto dal prof. Raffaele Facciolà sul Regina Coeli di Antonio Lotti, con il risultato della traslitterazione del rito nuziale nell’arte di Raffaello e nelle note di Franz Liszt.


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