Quando i seniores  partono per la Crociata
Un’immagine di propaaganda dell’Isis a Sirte, prima della sconfitta militare dello Stato islamico

Quando i seniores

partono per la Crociata

L’ultimo libro del cardiologo e scrittore lecchese Alvaro Vaccarella. Cronaca semiseria dell’ultima spedizione contro l’estremismo islamico

Il cardiologo lecchese Alvaro Vaccarella, da sempre appassionato giornalista e scrittore, ha pubblicato un nuovo romanzo. Si intitola “La Crociata dei Seniores. Cronaca semiseria dell’ultima spedizione contro l’estremismo islamico” ed è pubblicato dal Gruppo Lumi. Si tratta di un romanzo che affronta un tema serissimo e delicatissimo come quello dell’estremismo islamico, senza rinunciare a quel tocco ironico che accompagna tutta la narrazione. Del resto, già il fatto che un gruppo di pensionati, i seniores del titolo, si mettano in testa di affrontare i terroristi islamici è di per sé perlomeno grottesco, ma questo non toglie nulla alla evidente gravità del problema.

Il protagonista del romanzo, un ortopedico in pensione, si pone una domanda non certo facile: è possibile sconfiggere l’estremismo islamico e restituire ai nostri nipoti un mondo in cui si possa entrare in una chiesa o in uno stadio senza il timore di un attentato? A partire da questo quesito, con gli amici più cari, decide di dar vita a un’impresa “impossibile”: creare un esercito di seniores per andare a distruggere i campi in cui vengono addestrati i terroristi islamici. Un impegno non da poco per questa “armata” di pensionati decisi a tutto.

La copertina del romanzo La crociata dei seniores di Avaro Vaccarella

La copertina del romanzo La crociata dei seniores di Avaro Vaccarella

Ad Alvaro Vaccarella abbiamo voluto chiedere quale sia stata la scintilla che ha dato vita a questo suo romanzo: «Ho voluto trattare un tema drammatico usando toni ironici. Quando sono al mare c’è un gruppo di amici che ogni mattina passa a prendermi per andare a fare una passeggiata. M’è venuta l’idea di prenderli in giro, trasformandoli in protagonisti di questo mio romanzo, che, alla fine, mi ha preso la mano. Lo spunto di tutta la narrazione nasce da una mia personale indignazione. Resto profondamente deluso quando devo entrare in un museo o in una chiesa e, soprattutto nel Nord Europa, devo essere ispezionato da un metaldetector. Lo ritengo un segno di inciviltà, la dimostrazione di un mondo non più sicuro a cui gli amici del mio romanzo, vogliono romanticamente porre rimedio».

Da questa indignazione prende il via la storia di questi crociati del ventunesimo secolo: «Tutto si svolge a Ferrara perché qui ho le mie radici – i miei genitori sono emiliani - anche se sono nato a Lecco e in questa città sono cresciuto e continuo a lavorare. Proprio a Ferrara questo gruppo di amici si mette in testa di organizzarsi e partire per andare a combattere gli estremisti islamici. Tutto nasce da uno di loro che di fronte alla prospettiva di diventare presto nonno si chiede che mondo lasceremo ai nostri nipoti. In tutto questo credo opportuna una precisazione: personalmente non ho nulla contro l’Islam, sono anzi favorevole ad ogni possibile dialogo, è la degenerazione terroristica che inquieta e suscita una inevitabile condanna».

Questo è anche quello che pensano i protagonisti della crociata dei seniores. Aiutati dal sindaco, ottengono l’assegnazione della caserma di Ferrara e con l’operosità e le competenze proprie e dei volontari che accorrono all’invito diramato sul web, la trasformano in un formidabile motore d’iniziative sociali e culturali: creano una mensa dei poveri aperta a tutti, una biblioteca che diviene una fucina culturale ed organizza incontri e dibattiti. Molti dei protagonisti sono facilmente riconoscibili anche perché Alvaro Vaccarella si è divertito ad inserire tra i personaggi anche alcuni lecchesi. Non diciamo altro, lasciamo ai lettori il gusto di questa ricerca parallela.

Ma non è finita qui, perché con le gesta dei nostri seniores s’interseca un’altra vicenda: «Narro anche la storia di un giovane arabo-palestinese che vince una borsa di studio del ministero degli esteri italiano e da Gerico giunge nella città estense. Il giovane ha alle spalle una storia dolorosa. Il padre infatti è stato ucciso per errore, dopo essere stato scambiato per un terrorista. Una ferita aperta, che il ragazzo si porta dietro e che condizionerà il suo futuro. A Ferrara, infatti, inizierà a frequentare una moschea e qui sarà introdotto al mondo dell’estremismo islamico. Dopo un addestramento in un campo in Pakistan, tornerà a Ferrara per compiere un attentato. Il libro si apre infatti con l’immagine di questo ragazzo con un giubbotto pieno di tritolo ed un detonatore in mano. Ma non voglio dire altro. Lascio ai lettori il gusto di scoprire il seguito».

Così, tra umorismo e punte di grottesco, l’autore fa emergere la necessità di riflettere su temi veramente drammatici e ineludibili della contemporaneità.


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