Il Festival jazz diventa “acid”  A Chiasso gli Incognito
Hli Incognito presenteranno il recente “In search of better days”

Il Festival jazz diventa “acid”

A Chiasso gli Incognito

La rassegna: ultima sera con la band inglese guidata da “Bluey” Maunick. E Fred Hersh si presenta in trio

Ultima serata oggi sabato 16 marzo della 22ª edizione del Festival di cultura e musica jazz di Chiasso dopo due giorni di musica ad altissimo livello al Cinema Teatro di via Dante 3B. Questo ultimo appuntamento non sarà da meno visto che è arrivato il momento di applaudire gli attesissimi Incognito.

La band inglese che proprio quest’anno festeggia il quarantesimo dalla costituzione è sempre saldamente guidata dal talentuoso Jean-Paul “Bluey” Maunick e presenterà tutti i suoi classici oltre ai brani del recente “In search of better days”, album numero diciassette di una fortunata carriera che ha portato la sigla Incognito a identificarsi con il movimento “acid jazz” che ha dominato la prima metà degli anni Ottanta. E a tanti anni dal dal primo album (“Jazzfunk” è del 1981), il gruppo è praticamente una big band con sei musicisti e altrettante voci tra cui spiccano Maysa Leak, Tony Momrelle e Imaani. In repertorio, oltre ai brani del nuovo disco, anche le hit: impossibile non citare “Always there” e “Don’t you worry ‘bout a thing”, in assoluto i due brani più celebri.

Furono un autentico fenomeno e se l’etichetta “acid jazz” era, appunto, solo un timbro comodo per i giornalisti che scrivevano di loro, dei Brand New Heavies, Us3 fino ai Jamiroquai, l’idea musicale di Bluey andava ben oltre la conquista dei posti alti delle classifiche. La serata sarà aperta, alle 20.45, dall’ultima “incarnazione” di Fred Hersh, il pianista americano che è “artist in residence” di questa edizione. Dopo il piano solo e il duo con Gwilym Simcock, oggi, come logica conclusione, si proporrà in trio con il contrabbassista Drew Gress e il batterista Joey Baron. Quest’ultimo è uno dei grandi nomi dell’avanguardia degli ultimi anni, spesso in scena assieme a grandi eclettici come Bill Frisell e John Zorn. Con quest’ultimo ha preso parte anche ai progetti Naked City e Masada mentre gli appassionati di rock lo ricordano a scandire il ritmo plumbeo di uno dei dischi più emblematici dell’ultimo David Bowie, l’epopea cyberpunk di “1. Outside”. Il primo disco da leader Hersh lo ha inciso proprio con lui e con il compianto Charlie Haden. Con Gress, invece, si è incrociato in un’altra formazione triangolare, assieme a Tom Rainey.

Da tenere d’occhio anche il dopo spettacolo di “Jazzafterjazz”. In questa ultima occasione non ci saranno solo i dischi di Dj Souljazz, ma anche i Flanard, duo di sintetizzatori e percussioni di Flavio Calaon e Leonardo Degli Antoni che accompagnerà il pubblico, sempre numeroso, verso la fine di questa edizione di un festival che non ha mai avuto paura di ricercare e di osare. Anche in questa ultima serata di Festival è attivo il “Jazz restaurant” nella terrazza del Cinema Teatro e altri due punti bar sono allestiti nel foyer e nel ridotto del teatro, aperti dalle 19 fino al termine della serata.

Per prenotazioni telefonare al numero 004178/719.31.68. I biglietti sono in vendita in cassa a 30 euro. Ingresso al solo Jazzafterjazz a 10 euro. Infoline +41(0)581224272; [email protected]; www.centroculturalechiasso.ch.


© RIPRODUZIONE RISERVATA