Concerto degli Amici della Musica
Danze popolari rumene di Bartók

Al Sociale Sabato gli Archi dell’orchestra Vivaldi nella Sinfonia da camera di Shostakovich. Musica del 900, dirige il maestro Roman Spitzer, prima viola dell’Orchestra di Rotterdam

Il Novecento in musica per il nuovo appuntamento della Stagione sinfonica degli Amici della Musica di Sondalo e Orchestra Vivaldi sabato alle 20.45 al Teatro Sociale. In scena gli Archi della Vivaldi diretti dal maestro Roman Spitzer, prima viola dell’Orchestra olandese di Rotterdam.

Il programma

Un concerto che si aprirà con le “Danze popolari rumene” di Béla Bartók, scritte per pianoforte, emblema assoluto del compositore ungherese per il folklore nazionale, di cui è stato il massimo divulgatore. L’arrangiamento per orchestra d’archi si deve a Arthur Willner. Del francese Robert Planel verrà eseguito il “Concerto per tromba e orchestra d’archi”, in cui risplenderà la tromba di Alex Elia,prima tromba della “Filarmonica di Rotterdam”, e stretto collaboratore del maestro Lorenzo Passerini impegnato in questi giorni in un entusiasmante tour australiano con una sorprendente “Aida” verdiana.

Planel vincitore del prestigioso Grand Prix de Rome nel 1933 dedicò essenzialmente la sua vita alla didattica musicale, componendo opere che risentono dell’influenza di Ravel, Debussy e del grande Jazz. Nel suo “Concerto” il ritmo vitalizzante del primo movimento lascia spazio a quello centrale di sapore impressionistico connotato da una vena jazzistica. Seguirà “Abbraccio infinito” del giovane compositore siciliano, musicologo e manager dello spettacolo, Simone Piraino, nato da un abbraccio sinfonico classico con lo spirito dei tempi nuovi. Nella sua musica c’è un senso di serenità e di luminosità che riesce ad avvincere l’ascoltatore con il lirismo di melodie suggestive.

Sinfonia da camera

E infine la “Sinfonia da camera in do minore, op.110” di Dmitri Shostakovich, nell’arrangiamento per orchestra d’archi del grande violista Rudolf Barshai. Un’opera-capolavoro nel suo genere: una trasposizione in musica dell’immane dramma della guerra e ancor più della barbarie umana, di cui si rese interprete il regime nazista. Ma soprattutto un “j’accuse” contro ogni totalitarismo. Il direttore Roman Spitzer, nato a San Pietroburgo, compie i suoi studi musicali al “Rimsky Korsakov Music College”, poi emigra in Israele diventando prima viola dell’“Israel Philharmonic Orchestra”. Svolge la sua carriera da prima viola in diverse orchestre sotto la direzione di maestri come Gustavo Dudamel, Valerij Gergiev, Lorin Maazel, Kent Nagano, Antonio Pappano, Daniel Barenboim, per approdare infine alla “Rotterdam Philharmonic Orchestra”. Alex Elia, valdostano, ben noto al pubblico valtellinese, si è diplomato al “Conservatoire de la Vallée d’Aoste”. Ha fatto parte dell’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala e altre formazioni giovanili. In seguito ha collaborato con l’“Accademia di Santa Cecilia” a Roma e con altre orchestre italiane. Prima tromba della Orchestra Filarmonica di Rotterdam, collabora stabilmente con l’ “Orchestra Vivaldi” di cui è anche membro, con Lorenzo Passerini (trombone) e Marco Cadario (organo), del “Trio all’Opera”, che propone esecuzioni strumentali del repertorio operistico.

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