A Bormio “Tracce” di Valtellina da collezione
Da sin. la geofilosofa Luisa Bonesio, il consigliere delegato Bps Mario Alberto Pedranzini e il curatore della mostra, lo storico e critico dell’arte Franco Monteforte

A Bormio “Tracce” di Valtellina da collezione

In esposizione 16 dipinti di 9 diversi autori di proprietà della Banca Popolare di Sondrio. Nella selezione dei quadri un omaggio al territorio, vero patrimonio della valle, da cui l’uomo è “il grande assente”

Inaugurata ieri la mostra “Tracce. Il paesaggio evocativo nell’arte valtellinese del secondo Novecento”, esposizione curata dallo storico e critico dell’arte Franco Monteforte con sedici dipinti di nove differenti autori che, pur nella loro diversità stilistica, raccontano «la stagione intimistica e di chiusura della pittura di paesaggio, determinata dall’avvento della tecnica e dell’industria» ha sottolineato la geofilosofa Luisa Bonesio presente all’inaugurazione. L’uomo, in tutti i quadri esposti, è il grande assente. «Eppure proprio per questo – ha spiegato Monteforte – la sua presenza è evocata con assoluta intensità lirica».

Dalla natura morta di Giuseppe Bianca, dove la vita è condensata negli oggetti, rappresentati con colori così liquidi ed evanescenti da sembrare prossimi a scomparire, la mostra si sviluppa in un percorso che passa attraverso il realismo di Luigi Bracchi, Felice Cattaneo e Livio Benetti – maestri nel fissare sulla tela la solitudine dell’uomo moderno –, alla gioia del colore di Francesco Caimi e Walter Vedrini, in alcuni dipinti quasi chagalliano, per arrivare – nell’ultima sala - alla poesia di Angelo Vaninetti, capace di cogliere «la bellezza dell’imperfezione» (Monteforte), alle geometrie di Geremia Fumagalli, o agli esiti metafisici di Ferruccio Gini, dove non c’è più - ha mostrato la Bonesio - «un soggetto che guarda, un umano che sappia prendere le misure dello spazio in cui è e di cui è responsabile».

L’invito di questa mostra invece è a recuperare la responsabilità verso il territorio, nella consapevolezza che è il vero patrimonio della valle.

Questo l’appello che ha voluto fare arrivare a Bormio anche il prefetto Giuseppe Mario Scalia nel saluto che ha inviato ai dirigenti della Popolare. Il prefetto ha altresì ringraziato l’istituto di piazza Garibaldi per la generosità con cui mette a disposizione dei cittadini il suo prezioso patrimonio artistico. Un patrimonio «messo insieme a partire dagli anni Sessanta grazie – ha ricordato Monteforte – alla lungimiranza del ragionier Marchi e a un mecenatismo da parte della Banca Popolare che non ha avuto uguali in Italia e che ha permesso di dare vita a una collezione importante, che racconta l’evoluzione moderna dell’immagine artistica della Valtellina».

La mostra “Tracce” sarà visitabile sino al 18 agosto presso l’agenzia 1 della Banca Popolare di Sondrio a Bormio in via Roma 64 dal lunedì al venerdì dalle 14.15 alle 18.15 e il sabato dalle 9.15 alle 12.15 e dalle 14.15 alle 18.15.


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