Valmadrera, trecento anziani in attesa   «Da settembre riapriranno gli ingressi»
Sono una ventina gli anziani con residenza a Valmadrera che aspettano di entrare all’Opera pia

Valmadrera, trecento anziani in attesa

«Da settembre riapriranno gli ingressi»

A causa del Covid 19 la casa di riposo è rimasta chiusa nonostante alcuni posti liberi

I residenti in città sono una ventina e hanno la precedenza. Rusconi: «Tampone e isolamento»

Trecento anziani in lista d’attesa, per essere ammessi alla casa di riposo comunale “Opera pia Magistris” dove, a causa dell’emergenza sanitaria, gli accessi sono bloccati dal marzo scorso.

Una ventina risiedono a Valmadrera ed hanno, quindi, la priorità. «Ora – informa il sindaco, Antonio Rusconi – la decisione è di riaprire, gradualmente: i primi ingressi sono previsti attorno al 4 di settembre; l’idea è di tornare a regime, con tutti i 63 posti coperti, non prima di febbraio o marzo».

La procedura

Gli inserimenti seguono una prassi totalmente nuova: «La procedura – informa il sindaco – include tamponi a casa dell’anziano prima della sua ammissione nella struttura e, poi, un periodo iniziale di isolamento. Questo è, al momento, lo scenario: naturalmente, salvo che la situazione generale non si aggravi; l’aumento dei contagi è una minaccia che incombe su qualsiasi aspetto della ripartenza, dalle scuole, agli anziani appunto: consideriamo quante famiglie sono in attesa da mesi di poter inserire i propri famigliari in strutture specializzate e protette, alle quali è davvero indispensabile fare ricorso, in molti casi, quando le condizioni dell’anziano si aggravano al punto da richiedere una specifica assistenza continua con personale medico e specializzato, oltre che in tutte le situazioni in cui le patologie legate alla senilità rendano impossibile la permanenza della persona, in condizioni di sicurezza, all’interno di un normale appartamento.

Il Covid - rimarca Rusconi - ha chiuso le porte delle case di riposo a tutte queste situazioni: in “Opera pia” abbiamo una ventina di posti che, in questi mesi, si sono liberati per il decesso degli ospiti, ma che non è stato possibile sostituire».

Questi letti permetterebbero di rispondere a tutto il fabbisogno della città; i circa 300 anziani in lista d’attesa provengono, invece, da tutto il territorio: «C’è, di norma, la facoltà di inoltrare più domande – conferma Rusconi - fino a cinque diversi istituti. Il nostro regolamento garantisce, però, la priorità ai nostri residenti: la graduatoria viene fatta scorrere, contattando chi è di Valmadrera e chi rinuncia non va in fondo a tutta la fila, bensì al solo gruppo dei nostri concittadini e viene, quindi richiamato ogni volta che l’elenco si esaurisce, prima di interpellare chi proviene da fuori. Inoltre, in caso di ripensamento o all’aggravarsi delle condizioni, la famiglia che avesse rifiutato può riproporre la richiesta, che verrà considerata con priorità rispetto a quelle dei non residenti, anche se precedenti».

L’”Opera pia” incide, normalmente, sul bilancio comunale della città con spese attorno ai 2 milioni e 270mila euro, dei quali un milione e 770mila per prestazioni; 353mila per personale; 27mila per convenzioni (dunque, voci fisse): durante l’emergenza, è stata autorizzata a superare questo budget. «Tuttora - informa il sindaco - la direzione amministrativa e sanitaria hanno dovuto rivedere i piani di lavoro secondo le nuove disposizioni; anche i servizi di assistenza, come animazione e fisioterapia, sono stati ripensati.

Le spese

Sotto il profilo alberghiero, siamo tutti alle prese con livelli nuovi di sanificazione: spese straordinarie, non sappiamo per quanto e, finora, a fronte della diminuzione di entrate dalle rette».


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