Valmadrera. La crisi Aerosol

Ditta e sindacati in Prefettura

Venerdì 15, la vertenza si sposta al tavolo del prefetto Prosegue lo sciopero

Valmadrera. La crisi Aerosol Ditta e sindacati in Prefettura
Il presidio dei dipendenti dell’Aerosol

Il prossimo confronto tra i rappresentanti dei lavoratori dell’Aerosol e l’amministratore unico Giovanni Bartoli si terrà davanti al prefetto Liliana Baccari.

Parti sociali e azienda, su richiesta dei sindacati, sono stati convocati in Prefettura domani alle 10.30. È questo il nuovo capitolo di una crisi che vede la fabbrica di Valmadrera con le linee produttive ferme dallo scorso 15 dicembre per la necessità di portare a termine i lavori per la messa in sicurezza dell’impianto, con i 63 dipendenti rimasti in organico, a cui spettano sette mensilità arretrate, che sono in sciopero a oltranza da lunedì 4 giugno in quanto rivendicano il mancato rispetto delle promesse da parte della proprietà in merito al pagamento di almeno due stipendi.

Negli scorsi giorni non sono giunte buone notizie con l’amministratore unico Bartoli che ha confermato l’intenzione dei soci di non pagare gli stipendi fino a quando non sarà ripresa l’attività, lamentando – almeno secondo quanto riportano i sindacati – anche l’eccessivo clamore mediatico suscitato dallo sciopero e dal presidio permanente dei lavoratori davanti alla fabbrica di Valmadrera.

Sempre secondo Bartoli, settimana prossima Regione Lombardia dovrebbe procedere a un sopralluogo in base a cui dovrebbe decidere in merito alla concessione dei permessi per riprendere l’attività. Ragioni per cui acquisisce ancora una maggiore importanza l’incontro davanti al Prefetto: mentre all’esterno si radunerà un presidio dei dipendenti, all’interno i sindacati chiederanno conto a Bartoli delle intenzioni dell’azienda. «Ribadiremo che i dipendenti non intendono riprendere a lavorare fino a che non saranno saldate almeno le ultime due mensilità. Chiederemo che davanti alle istituzioni – spiegano i sindacalisti Nicola Cesana (Cgil), Massimo Ferni (Cisl) e Celeste Sacchi (Uil) – Bartoli ci dica se c’è l’intenzione da parte dei soci di pagare quanto dovuto ai dipendenti e di investire le risorse che sono ancora necessarie per riavviare la fabbrica». I prossimi giorni potrebbero dunque essere decisivi su diversi fronti. Con il sopralluogo di Regione Lombardia si capirà se ci sono le condizioni per la ripresa della produzione: «Scopriremo se in questi mesi si è operato seriamente oppure no. In caso di risposta positiva – continuano i sindacati – ci vorranno comunque tempo e importanti investimenti prima che la produzione riparta realmente».

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