Valgreghentino, morte di Beatrice  Rinviato a giudizio, chiede di patteggiare
Beatrice Ceraudo è morta a soli 19 anni nell’incidente stradale

Valgreghentino, morte di Beatrice

Rinviato a giudizio, chiede di patteggiare

Valgreghentino Angelo Ingrassia alla guida dell’auto deve rispondere della morte della ragazza di 19 anni

Nell’incidente del novembre scorso era risultato positivo all’alcoltest, udienza in ottobre

La morte di Beatrice Ceraudo, 19 anni, casa a Olginate, scomparsa nella tarda serata dello scorso primo novembre a causa delle gravissime ferite riportate in un incidente stradale a Villa San Carlo, è riecheggiata ieri mattina in Tribunale a Lecco, davanti al giudice per l’udienza preliminare Salvatore Catalano. Davanti al quale è stata portata la posizione di Angelo Ingrassia, 21 anni, pure di Olginate, il conducente della vettura sulla quale la ragazzina viaggiava: per lui la Procura della Repubblica chiede il rinvio a giudizio.

Il rito alternativo

Il suo legale ha chiesto di poter adire al rito alternativo del patteggiamento, quindi il gup ha rinviato l’udienza al prossimo 12 ottobre, per permettere alla difesa di concordare una proposta di applicazione della pena congrua con la gravità dell’accaduto. La famiglia di Beatrice si è costituita parte civile con l’avvocato Davide Monteleone del Foro di Como.

Erano le 23.30 dello scorso primo novembre – appunto - quando la giovane viaggiava lungo via fratelli Kennedy a Valgreghentino a bordo di una Ford Fiesta nera. Era seduta sul sedile posteriore, davanti a lei i due amici con cui stava rincasando: Ingrassia, appunto, che era alla guida, e Aldo Cusumano, 20 anni, di Garlate. L’utilitaria procedeva in salita, verso del centro di Valgreghentino. Giunta all’altezza del cimitero della frazione di Villa San Carlo, però, la macchina aveva improvvisamente sbandato e il giovane al volante ne aveva perso il controllo. La Ford Fiesta si era violentemente scontrata contro uno degli alberi che delimitano l’ingresso del parcheggio del cimitero e poi aveva abbattuto un cartello stradale. L’automobile aveva infine concluso la propria corsa incastrandosi su un piccolo muro accanto a una siepe, con il parabrezza in pezzi e il cofano divelto.

Quando erano arrivati sul posto, i sanitari, con l’automedica del 118 e le ambulanze del Soccorso di Cisano e dei Volontari di Calolzio, non avevano potuto far nulla per la ragazza, se non costatarne il decesso. Il giovane seduto davanti, al posto del passeggero, era stato invece portato d’urgenza all’ospedale Alessandro Manzoni di Lecco. Nel tragico incidente aveva riportato una serie di traumi ma non è mai stato in pericolo di vita. Illeso invece Ingrassia.

La ricostruzione

Oltre all’equipe medica, erano intervenuti anche i Vigili del Fuoco del Comando di Lecco, gli agenti della Polizia Stradale e una pattuglia dei carabinieri. Proprio agli uomini della Polstrada è toccato il compito di ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. I poliziotti, presenti sul posto insieme al comandante Anna Lisa Valleriani, avevano appurato come il giovane alla guida fosse positivo all’alcol test. Per lui, oltre al ritiro della patente, era scattata la denuncia per omicidio stradale.

Denuncia che ne ha portato all’imputazione e alla richiesta di rinvio a giudizio. Il 12 ottobre si saprà se potrà chiudere le sue pendenze con la giustizia patteggiando.


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