Truffe da teatro: «Mamma, dammi i soldi»

Civate Doppio tentativo ai danni di due donne. Stessa dinamica, la telefonata di una finta figlia dopo l’incidente. I malviventi avevano pensato a tutto per sottrarre denaro: «La voce diversa? Ho in testa il casco per l’ossigeno»

Due tentativi di raggiro sono avvenuti ieri a Civate. Il paese è stato minacciato da «individui abietti e senza scrupoli», come li ha definiti il sindaco Angelo Isella, che ha allertato in tempo reale la popolazione.

La dinamica è stata la stessa in entrambi gli episodi, e potrebbero essere stati anche più numerosi: il pretesto dei due denunciati alle autorità è stato un fantomatico incidente, con la necessità di cure urgenti per i congiunti delle due concittadine prese di mira. Medicinali che, non essendo disponibili in ospedale, dovevano essere procurati subito, a pagamento.

L’accaduto

«Nel primo pomeriggio, il bersaglio è stata un’anziana residente alla quale - ha informato il sindaco - sono stati chiesti 15mila euro. La donna è stata contattata in modo concitato, con la drammatica notizia di un incidente accaduto alla nipote e la sollecitazione a dare contanti per terapie da eseguire subito, privatamente. La signora - riporta sempre il sindaco - fortunatamente non aveva soldi in casa e ha detto che sarebbe andata in banca; nella sua stessa palazzina abitano i figli: quando li ha informati, è rapidamente emerso che si trattava di un tentativo di raggiro».

Isella avverte: «In accordo col comandante della stazione dei carabinieri di Valmadrera, invitiamo tutti alla massima attenzione: chiunque telefoni con storie tipo quella di ieri mattina va tempestivamente segnalato ai carabinieri o al Comune. Non bisogna credere a queste trame e non si deve aprire la porta di casa: nessun ospedale chiede soldi o oro per le cure».

Ieri anche la prima chiamata, effettuata in mattinata da una sconosciuta a un’altra civatese, più giovane, aveva riguardato un incidente a seguito del quale la figlia avrebbe avuto necessità di medicinali da acquistare in Svizzera, pertanto da pagare in contanti o con oro. «Mamma, prepara i soldi che mi servono cure urgenti» è stata la drammatica telefonata che ha rischiato di mandare nel panico la 70enne di Civate. Se così fosse stato, i truffatori avrebbero avuto gioco facile nel derubarla.

Anche in questo caso, invece, la donna non aveva in casa né denaro né oro e ciò le ha dato il tempo per ragionare più freddamente su ciò che le veniva chiesto, finché i malintenzionati hanno desistito. «La concittadina, che è una persona ancora molto in gamba - riferisce il sindaco - ha raccontato che ha trovato la telefonata convincente. La persona che l’ha chiamata al numero di casa e si è spacciata per la figlia parlava proprio come se si conoscessero. Per camuffare la voce le ha detto di trovarsi sotto un casco per la ventilazione forzata, “come si vedono in televisione”».

Voce contraffatta

La signora ha però continuato a notare sfumature nella voce. «Ovviamente - commenta Isella - se fosse stata più anziana, avrebbe potuto lasciarsi confondere e sopraffare dall’emozione, o essere addirittura colta da malore: questi truffatori sono senza cuore». La destinataria della telefonata ha obiettato alla sedicente figlia di non riconoscerne la voce, inoltre rammentandole di sapere benissimo che, per consuetudine, in casa non c’è niente di valore; tutt’al più, avrebbe potuto contattare l’altro figlio.

La truffatrice l’ha dapprima pregata di non riagganciare bensì di racimolare il poco che aveva e consegnarlo a un incaricato dell’ospedale. Alla fine, il rischio di essere scoperta deve avere però indotto la malvivente e i complici a mollare la presa.

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