Somasca, restaurato il percorso sacro
La scalinata santa di San Gerolamo

Somasca, restaurato il percorso sacro

Concluso il delicato intervento sulle cappelle lungo la scala santa di San Gerolamo, partito nel 2015

Grande sforzo economico sostenibile grazie alla Fondazione Cariplo. Padre Livio: «Non è un posto per fare step»

Non un semplice restauro, ma un preciso progetto di conservazione del patrimonio religioso, nonché artistico e culturale, perché venga tutelato e mantenuto nel tempo. Ma è anche un progetto che auspica che il percorso monumentale del sacro monte di San Girolamo Miani di Somasca, con la Valletta, torni a essere un luogo di preghiera e di meditazione. Non un posto per far ginnastica.

La presentazione

È stato presentato ieri, nell’auditorium di Ca’ Miani, il lungo intervento di restauro messo in atto a partire dal 2015, che ha interessato le superfici interne ed esterne delle cappellette che riproducono la vita del santo e altri manufatti della Valletta, con gli interventi già in programma per mantenere il lavoro svolto.

Enormi, le risorse messe in campo: più di 304 mila euro la quota a carico dei padri Somaschi a cui si aggiungono i preziosi contributi ottenuti attraverso appositi bandi dalla Fondazione Cariplo 230 mila euro più 80 mila euro ottenuti dalla fondazione comunitaria del lecchese attraverso il bando provinciale”Emblematici”, e 150 mila euro riconosciuti dalla Regione Lombardia per la valorizzazione dei beni appartenenti agli enti ecclesiastici.

Padre Livio Valenti, padre superiore di Somasca, ha fatto gli onori di casa ricordando la grande importanza che ricopre questo sito di pellegrinaggio e ha accolto gli ospiti che hanno voluto aggiornare i presenti su quanto svolto.

Il padre provinciale, Walter Persico ha voluto ringraziare Fondazione Cariplo e la Fondazione Comunitaria del Lecchese nella persona di Mario Mozzanica , tutti i volontari e i benefattori, lo studio di architettura di Gaetano Arricobene e l’impresa del maestro restauratore Giacomo Luzzana e ovviamente l’amministrazione comunale. E ha affermato: «Sono stati tantissimi i lavori effettuati nel corso degli anni dal restauro delle campane ai lavori sul sagrato del santuario. Ma dopo tutta questa serie di lavori era arrivato il momento di mettere mano alle cappelle e da soli non ce la facevamo. Per questo non possiamo che ringraziare tutti coloro che a vario titolo hanno reso possibile questo intervento». E ha aggiunto: «L’auspicio è che tutto questo lavoro possa riportare il colle di Somasca a essere un sacro monte. Un luogo di preghiera, di raccoglimento in presenza di San Girolamo. Mi auguro che si torni a capire che il percorso delle cappelle è importante per molte persone: non un posto per portare bici e cani e la scala santa non deve essere usata per fare step. C’è anche il cimitero dei nostri confratelli».

La vita del santo

Padre Giovanni Bonacina, nativo di Somasca, ha ricostruito la vita del santo con passione e trasporto.

Quindi l’architetto e i restauratori sono entrati nel merito dei lavori effettuati.

«È stato un percorso costruito passo dopo passo, partendo dallo studio dei manufatti, ma anche del contesto in cui sono inseriti - ha spiegato l’architetto - Abbiamo esaminato i materiali e i metodi, gli stili e le tecniche di ogni cappelle perché non sono state realizzate tutte allo stesso tempo e allo stesso modo. Si è studiato anche il microclima all’interno di ognuna di esse e l’impatto che l’acqua e l’umidità hanno. A quel punto si è iniziato a intervenire sulle coperture esterne per preservarle dai danni e quindi successivamente si è agitato sugli interventi e gli affreschi».

Tante le difficoltà affrontate.

Alcuni interventi sono stati anche di carattere strutturale, per evitare rischi di crolli, come fatto sull’arco all’ingresso della Valletta.

Ma il risultato è sotto gli occhi di tutti.


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