Ora don Giancarlo sta bene  «Dico grazie ai calolziesi»
Don Giancarlo Scarpellini

Ora don Giancarlo sta bene

«Dico grazie ai calolziesi»

La buona notizia. La comunità di Calolziocorte è rimasta a lungo in apprensione, ora tira un sospiro di sollievo

Don Giancarlo Scarpellini è stato dimesso dall’ospedale di Lecco ed è finalmente potuto tornare a casa. Certo, dovrà affrontare due settimane di quarantena, in quanto l’altra settimana era risultato positivo al coronavirus e le sue condizioni si erano aggravate al punto da consigliarne il ricovero. Ma il settantenne arciprete di Calolzio, che durante la sua permanenza al “Manzoni” ha di tanto in tanto cercato di rassicurare quella che definisce «la mia gente» con messaggi inviati attraverso conoscenti o scrivendo direttamente, ha superato la fase più difficile di questa infezione e può già iniziare a pensare al momento in cui potrà tornare a incontrare i fedeli.

Anzi, a dire la verità questo è stato sempre il suo pensiero centrale, tanto più quando si è lasciato alle spalle la fase acuta della malattia. Tanto è vero che, appena varcata la soglia della casa parrocchiale, di ritorno dal periodo di soggiorno ospedaliero, ha mandato un messaggio alla “sua” comunità. «Carissimi tutti. Pace e bene – ha scritto -. Innanzitutto un grazie per le vostre preghiere e la vostra vicinanza. Mi scuso per non aver risposto a tante telefonate: avrei dovuto fare il centralinista a tempo pieno. Finalmente ho lasciato l’ospedale e sono tornato a casa. Sto bene. Adesso però devo fare ancora due settimane di quarantena in cui devo vivere isolato da tutti. Dopo di che potremo vederci. Vi porto nel cuore e vi affido al Signore. Un abbraccio».

Dopo tanti lutti, alcuni dei quali sono stati particolarmente pesanti per i fedeli calolziesi, ecco finalmente una buona notizia. Don Giancarlo non ha voluto aggiungere altro, impegnato nel riprendersi completamente e desideroso solo di tornare presto a incontrare i calolziesi, ovviamente nei limiti delle prescrizioni legate all’emergenza sanitaria. Del resto, nelle scorse settimane il virus si è portato via diversi sacerdoti che nel Calolziese hanno lasciato il segno. Don Mariano Carrara aveva 72 anni. Per quasi vent’anni, in precedenza, aveva operato nelle parrocchie del territorio calolziese, tra Calolzio, Rossino, Lorentino ed Erve, dopo essere stato a Goggia e Tagliuno. Doloroso anche l’addio a don Giuseppe Berardelli, la cui vicenda è diventata emblema di coraggio, rinunciando al respiratore che era stato acquistato dalla sua comunità perché potesse essere utilizzato un paziente più giovane, che nemmeno conosceva. Anche lui aveva 72 anni. n 
C. Doz.


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