Olginate, Maggi Group  Terzo processo
L’ingresso del palazzo di giustizia di Lecco

Olginate, Maggi Group

Terzo processo

L’udienza per presunti omessi versamenti delle ritenute d’acconto

È approdato martedì mattina in Tribunale a Lecco, davanti al giudice Martina Beggio, il terzo fascicolo in relazione a presunti omessi versamenti delle ritenute d’acconto quale sostituto d’imposta ascritto alle società del gruppo Maggi di Olginate.

Tre fascicoli assegnati a tre giudici diversi.

I processi sono tutti originati da opposizioni a decreti penali di condanna e dunque alla pena pecuniaria già irrogata su richiesta della Procura della Repubblica.

Le ritenute mancanti

Si è infatti già aperto davanti al giudice Giulia Barazzetta il procedimento per l’omesso versamento di ritenute a favore delle maestranze della Zincofuoco di Calolziocorte, incorporata nel gruppo olginatese specializzato nella produzione di catene da neve, dichiarata fallita lo scorso anno.

A giudizio, il patron Giuseppe Maggi, 83 anni, e i due figli Corrado, 51, e Giovanni, 55, rappresentati dagli avvocati Roberto Tropenscovino e Ruggero Panzeri.

Un processo che andrà avanti su un suo binario, con la prossima udienza il 29 maggio.

A metà gennaio invece il nome di Giuseppe Maggi era risuonato al primo piano del Palazzo di giustizia davanti al giudice Nora Lisa Passoni, a cui l’avvocato Panzeri aveva avanzato la richiesta di riunire in un unico fascicolo tutti i procedimenti pendenti, quello incardinato davanti al giudice Beggio di martedì e quello che si aprirà a marzo davanti al presidente della sezione penale del Tribunale Enrico Manzi.

Il giudice Passoni aveva accolto la richiesta e aveva fissato la prossima udienza il prossimo 25 marzo, in modo da dare tempo ai colleghi di “passarle” i fasicoli (le ipotesi di reato sono le stesse, ma ascritte a diversi anni fiscali) per la costituzione delle parti, il deposito di eventuali documenti e il deposito delle liste dei testimoni, in modo da poter aprire effettivamente l’istruttoria.

La stessa richiesta che la difesa avanzerà anche per un quinto fascicolo pendente, assegnato al giudice Beggio.

Il deficit della Maggi Grop srl è stato quantificato dalla sezione fallimentare del Tribunale di Lecco, nella sentenza del 6 giugno 2019, in 23 milioni di euro.

Ma la Procura, già nel settembre 2018, aveva chiesto il fallimento del gruppo, con un’istanza rimasta congelata per alcuni mesi.

Domanda di concordato

Il primo febbraio 2018 era stata depositata la domanda di concordato preventivo con riserva, protocollando poi il documento nella sua interezza il 30 luglio, e integrandolo ulteriormente nei mesi di settembre e ottobre su richiesta del Tribunale.

A ottobre, emesso il decreto di ammissione alla procedura, era stata fissata l’adunanza dei creditori, poi posticipata al 18 aprile. Erano stati questi ultimi bocciare il piano.


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