Olginate, «  A scuola senza compiti»  La rivoluzione della maestra coraggiosa
La scuola elementare di Olginate (Foto by foto archivio cardini)

Olginate, « A scuola senza compiti»

La rivoluzione della maestra coraggiosa

La decisione di Alessandra Maggi, insegnante elementare e consigliera comunale «Una scelta ragionata a lungo. Non ha senso caricare i bambini, meglio che stiano in famiglia»

Basta con i compiti assegnati a casa.

Non è lo slogan di protesta di alcuni piccoli alunni, ma la decisione di un’insegnante. Lo ha deciso infatti per la sua classe, la 2^C della primaria “Gianni Rodari”, Alessandra Maggi, molto conosciuta e amata da famiglie e giovani studenti e anche consigliera comunale di maggioranza, tra le più votate in consiglio.

Le materie

L’insegnante nella sua classe insegna italiano, storia, geografia, musica e laboratorio. E ciò significa un carico consistente di compiti in meno da fare.

Come racconta la docente: «Insegno da anni, e ho sempre assegnato pochi compiti a casa, ma da ora non li assegnerò proprio, anche se so che sarò soggetta a critiche, che i compiti si danno da sempre, ma sono convinta della bontà di questa decisione. Finalmente ho trovato il coraggio di farlo». Una decisione presa con i suoi bambini.

«Ne abbiamo parlato insieme, ci abbiamo ragionato e ho condiviso con loro le mie motivazioni. Ovviamente ne erano felici. Poi a decisione presa, ho informato le colleghe e le famiglie».

Secondo Alessandra Maggi a scuola si studia e si apprende, a casa i bambini devono riposarsi, stare in famiglia, fare sport e fare cose di casa. Devono avere tempo libero.

«Ho rassicurato le famiglie: non è che senza compiti i figli smettono di apprendere. Lo faranno a scuola. È in aula che si acquisiscono le competenze e le si elaborano. Non stiamo a raccontarci che il compito insegna a diventare responsabili, non è vero. La responsabilità si impara dentro la vita vera, nelle cose che ci accadono quotidianamente, dentro e fuori la scuola, non grazie ai compiti». E aggiunge: «La scuola oltre a insegnare, deve aiutare i bambini e le bambine a rielaborare i numerosi stimoli che arrivano loro da casa, da fuori da tutti gli altri canali. Dobbiamo fornire loro gli strumenti per diventare responsabili e non lo si fa attraverso i compiti». In questo modo i genitori e i nonni non dovranno trasformarsi in insegnanti.

La promessa

«Basta con urla, ricatti per fare i compiti. Basta con genitori che devono fare gli insegnanti. Sono convinta anche di altri aspetti: chi farebbe il compito, non ne ha bisogno; chi ne avrebbe bisogno, non lo fa, perché a casa non c’è la possibilità di un accompagnamento concreto e competente; chi non riuscirebbe a farlo, per il desiderio di privilegiare altre attività verrebbe sostituito dai genitori, pur di assolvere a quell’impegno e non fare figuracce con la maestra. E allora che senso ha? Lavoriamo in classe dalle 8 alle 16 e a casa si fa altro. Intendiamoci però, non significa non studierà a casa».

Via i compiti, ma la maestra Alessandra ha chiesto alle sue alunne e ai suoi alunni, ma anche ai genitori, una cosa importante in cambio: «Ho fatto promettere loro che tutto il tempo libero che deriverà dall’assenza di compiti dovrà essere anche tempo trascorso insieme a fare cose belle e formanti con i propri figli».


© RIPRODUZIONE RISERVATA