Malgrate, i pini da abbattere sul lungolago Buizza: «Uno schiaffo al paesaggio»
Un cartello eloquente appeso al tronco di uno dei pini destinati all’abbattimento

Malgrate, i pini da abbattere sul lungolago
Buizza: «Uno schiaffo al paesaggio»

L’agronomo contro la decisione del Comune, che rientra nel nuovo lotto di lavori. «Sono belli, sani, vigorosi: non ha senso sostituirli con platani, che avranno una vita breve»

«No alla sentenza capitale per i pini del lungolago»: ora, trovano un difensore autorevole nel noto paesaggista Giorgio Buizza.

L’agronomo contesta la decisione del Comune di abbattere i 12 esemplari nella fase esecutiva del sesto lotto della riqualificazione. «I Pinus pinea - afferma Buizza - sono tutti belli, sani, vigorosi, di circa 50 anni di età; non hanno mai richiesto particolari manutenzioni e caratterizzano questo tratto di passeggiata attestando la loro resilienza con la chioma, globosa e compatta, la leggera inclinazione del fusto conseguente alla spinta dei venti dominanti e il modesto accrescimento in altezza, appunto per non esporsi eccessivamente alle correnti aeree. In una fase storica in cui tutti invocano di piantare nuovi alberi, a Malgrate ci si accontenterebbe che quelli esistenti fossero trattati bene e conservati, tanto più in un’area di particolare valore paesaggistico».

Severissimo, il giudizio dell’esperto: «L’amministrazione, senza alcun fondamento tecnico-scientifico, considera come un peso e un pericolo questo filare: la specie, dice, non è autoctona; ma si è accorta che nella aiuola del ponte Kennedy ci sono altri pini della stessa specie, ancora più vecchi? Dobbiamo attenderci le motoseghe anche lì, sempre per ristabilire la purezza della razza (vegetale, s’intende)? Le radici, sviluppate in ogni direzione, indicano tutto, fuorché debolezza; hanno funzionato per 50 anni e potrebbero farlo ancora per molto».

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