Malgrate: controlli antiladri, via al progetto  Tre squadre per tenere d’occhio il paese
Il controllo di vicinato sarà gestito anche con le forze dell’ordine

Malgrate: controlli antiladri, via al progetto

Tre squadre per tenere d’occhio il paese

L’iniziativa sarà presentata nelle diverse aree, la prima giovedì in Comune

Gruppi di residenti si organizzeranno per riferire eventuali anomalie

Più occhi sono, meglio è: così il Comune vara il “Progetto di controllo di vicinato”, che verrà presentato giovedì alla cittadinanza: l’assemblea che darà il via all’iniziativa di auto-vigilanza sui quartieri è prevista dalle 20.30 in municipio, ma non sarà la sola.

«Abbiamo diviso Malgrate in tre zone – annuncia il sindaco, Flavio Polano – Oltre al centro storico, distinguiamo il rione Gaggio e il Porto. Nel centro, facciamo confluire il vecchio nucleo, il lungolago, ma anche la località Paradiso e il quartiere Fabusa».

Il Gaggio comprenderà Pian Sciresa. Al Porto, il controllo si estenderà alle cosiddette “case rosse”, cioè i civici tra il 34 e il 36 di via Provinciale.

«Il Comune di Malgrate – ricorda Polano - ha sottoscritto con la Prefettura un patto per la realizzazione del “Progetto di controllo di vicinato”: la proposta che ora andremo a rivolgere alla cittadinanza è di attivare gruppi di volontari che si impegnino a sorvegliare l’area e gli spazi pubblici più prossimi alla propria abitazione. Per presentare meglio l’iniziativa, rispondere alle domande e raccogliere le prime adesioni, l’amministrazione convoca tre assemblee pubbliche, destinate ai residenti dei diversi quartieri».

Per il Porto, l’appuntamento sarà giovedì 5 marzo, sempre dalle 20.30, ma nell’oratorio della parrocchia di San Carlo; chiuderà la presentazione la serata al Gaggio, nel palazzetto “Pietro Scola”, il 12 marzo, stessa ora. Anticipa già Polano: «Quello che intendiamo adottare è il “modello Valmadrera”, che sta per decollare anche nella città vicina, con la quale condividiamo il servizio intercomunale di polizia locale – e dove ha sede il comando – oltre che la caserma dei carabinieri; dunque, le linee organizzative e di principio sono le stesse. Fare “Controllo di vicinato” significa promuovere la sicurezza urbana attraverso la solidarietà tra i cittadini, ritenendo così di poter limitare i reati contro le proprietà. Agli abitanti di ciascuna delle tre aree verrà domandato di alzare il livello di attenzione attraverso pochi, semplici passaggi: sarà richiesto di prestare maggiore attenzione a chi passa per le strade, alle situazioni anomale che possono saltare all’occhio o generare allarme; poi, bisognerà “far sapere”: gli abitanti delle zone comunicheranno ai propri “responsabili”, uno per quartiere, i quali avranno un unico coordinatore, per trasmettere le informazioni alle forze dell’ordine, secondo uno schema a piramide. Carabinieri e polizia locale saranno presenti alle assemblee. Mantenendo alta l’attenzione e vivo il contatto tra le persone – ribadisce il sindaco - si può ridurre l’appetibilità degli obiettivi dei ladri e disincentivare i reati cosiddetti occasionali, ovvero favoriti dalle circostanze».


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