Lavoratori Husqvarna

Un anno di respiro

Lavoratori Husqvarna   Un anno di respiro

Valmadrera: firmato al ministero del Lavoro l’accordo per la cassa integrazione per gli 81 lavoratori

Un anno di cassa integrazione straordinaria per gli 81 lavoratori della Husqvarna.

Nella mattinata di ieri è stato sottoscritto l’accordo per dare loro dodici mesi di copertura, a seguito della decisione della multinazionale svedese di chiudere il sito produttivo di Valmadrera. A sottoscrivere l’accordo al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con valore retroattivo dallo scorso 6 giugno, le Rsu, i rappresentanti di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm, Confindustria, Regione Lombardia e l’azienda.

«Si chiude – spiega Pier Angelo Arnoldi, della Fim Cisl Monza e Lecco – una fase di trattative durata un mese e mezzo. Pur in una situazione problematica, c’è la soddisfazione per il risultato raggiunto che inizialmente non era affatto scontato, ottenuto grazie all’impegno di lavoratori e sindacati».

Oltre al via libera definitivo alla cassa integrazione sono stati richiamati anche gli accordi già presi: «Sono stati definiti – continua Arnoldi – anche il ricorso alle politiche attive con percorsi finalizzati alla ricollocazione e riqualificazione, la possibilità di ricollocazione all’esterno dell’azienda utilizzando lo strumento del distacco anche per contratti a tempo determinato e gli incentivi all’esodo. I punti centrali di discussione, trattandosi di lavoratori in media vicini ai 50anni, sono stati l’accompagnamento, gli strumenti di ricollocazione e il possibile futuro lavorativo».

Se tutto andrà bene, tra un paio di mesi, massimo tre, i lavoratori inizino a percepire la cassa: «Come sindacato – spiega Fabio Anghileri Fiom Cgil Lecco – abbiamo sollecitato la multinazionale a presentare tutte le domande del caso nel più breve tempo possibile. Per quanto riguarda le politiche attive il 25 luglio ci sarà un incontro in Provincia con i lavoratori per illustrare loro i possibili percorsi». In merito al tema di una eventuale ripresa lavorativa all’interno dell’area industriale, dal tavolo romano non sembrano emerse grandi novità: «L’azienda - continua Anghileri - ha incaricato un advisor attraverso cui potrebbe esserci la possibilità di trovare realtà che vogliano reindustrializzare l’area o portare avanti il lavoro dell’attuale società».

In passato si è parlato di una possibile cordata di imprenditori pronta a subentrare a Husqvarna, ma non sono giunte conferme: «Il primo interessamento – termina Anghileri - era di una multinazionale cinese, ma c’era stato detto immediatamente che non era andato a buon fine. Il secondo riguardava una cordata di imprenditori del territorio che oggi non si è ancora formalizzata e di cui non conosciamo i nominativi, in quanto ci sarebbe un patto di riservatezza. Ogni tre mesi ci saranno incontri con l’azienda per fare il punto della situazione».

Possibile anche che si trovi qualcuno interessato solo all’acquisto di macchinari e linee produttive: «Il fatto che il capannone non sia di proprietà rende la situazione ancora meno appetibile. La ventina di lavoratori del settore commerciale che rimarranno in organico difficilmente saranno mantenuti in un sito produttivo così grande. Se qualcuno acquistasse le linee potrebbe avere bisogno di lavoratori già formati all’utilizzo», conclude Arnoldi.


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