L’abbazia di San Pietro al Monte   si potrà visitare alla Casa del pellegrino
Alla Casa del pellegrino nasce un museo virtuale di San Pietro

L’abbazia di San Pietro al Monte

si potrà visitare alla Casa del pellegrino

Civate. Nasce il museo virtuale che viene incontro a chi non può raggiungere l’area religiosa

Nasce il museo virtuale di San Pietro al Monte: permetterà a chi ha difficoltà motorie di essere accompagnato fino all’abbazia benedettina, come se davvero si inerpicasse lungo l’antica via d’accesso (in realtà, accessibile solo a piedi, con attrezzatura da trekking).

La «postazione ad alta tecnologia», come viene definita, sarà arricchita da un percorso multisensoriale per chi ha limitazioni visive. La sede sarà la “Casa del pellegrino”, edificio storico quattrocentesco situato accanto alla chiesa parrocchiale e, di per sé, meritevole di essere ammirato, coi propri affreschi: la struttura è già predisposta per lo svolgimento di attività culturali, priva di barriere architettoniche e già inclusa nei tour proposti settimanalmente a gruppi di visitatori dall’associazione “Luce nascosta”. Il progetto è condiviso dal Politecnico e dal liceo “Manzoni” di Lecco; dal Comune e dalla parrocchia di Civate; dalla “Fondazione casa del cieco Monsignor Gilardi”; dalle associazioni “Amici di San Pietro al Monte” e, appunto, “Luce nascosta”. «Nasce – spiegano i partner della cordata - dall’inserimento del monastero di San Pietro al Monte nella “Tentative List” inoltrata alla commissione nazionale Unesco». Tuttavia, ciò risale al 26 gennaio 2016 e, da allora, Civate attende sempre l’alto patrocinio, insieme agli altri insediamenti benedettini dell’Italia medievale.

Il nuovo progetto, del museo virtuale, intende rilanciare la fruizione e la conoscenza del luogo: «La postazione ad alta tecnologia offrirà la possibilità di vivere il patrimonio culturale e monumentale anche da parte delle persone che, per i più svariati motivi, non sono fisicamente in grado di compiere il cammino all’abbazia: verrà realizzata una visita virtuale inclusiva; grazie al progetto, sarà possibile incrementare la fruibilità del luogo, sia per chi fisicamente ne è impossibilitato, sia in termini di ampliamento per tutti dell’esperienza di visita grazie ad un nuovo modo di sperimentarla. La collaborazione è stata estesa a diversi soggetti del territorio».

Quanto all’Unesco, San Pietro al Monte rientra nella lista di otto monasteri benedettini entrati ufficialmente nella cosiddetta “Tentative List”, la «lista propositiva» da presentare all’Unesco per il riconoscimento dell’itinerario denominato “Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia medievale”. Le abbazie sono: il complesso benedettino di Subiago; l’abbazia di Montecassino; l’abbazia di San Vincenzo a Volturno; San Pietro al Monte, appunto; la Sacra di San Michele; San Vittore alle Chiuse; Sant’Angelo in Formis; l’abbazia di Santa Maria in Farma. Il comitato scientifico è supportato dall’abate, presidente della Congregazione benedettina sublacense-cassinese, don Bruno Marin, ed ha il patrocinio dell’Istituto dell’enciclopedia italiana Treccani, sul cui sito Internet è possibile visionare l’intero progetto.


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