In troppi non possono farsi curare Appello ai medici: «Dateci una mano»
Una panoramica dell’abitato di Calolziocorte

In troppi non possono farsi curare
Appello ai medici: «Dateci una mano»

Calolziocorte, i volontari dello sportello AscoltArci accendono il faro su due situazioni di disagio - L’altro grave problema è quello della casa: «Mettetela a disposizione, faremo noi da garanti»

«Il problema della casa è sempre più sentito: chi avesse un alloggio libero vorremmo che lo mettesse a disposizione, a fronte del nostro porci come garanti. Ma, visto che per sempre più persone anche la sanità è inarrivabile, chiediamo anche ai professionisti del settore di donare parte del loro tempo per aiutare chi non si può permettere di andare dal medico».

Anche a Calolziocorte le situazioni di disagio sono sempre più numerose e gravi. Lo sanno bene allo sportello AscoltArci, dove hanno fatto esordire il prestito etico sociale e da dove partono due appelli alla cittadinanza, affinché scendano in campo in aiuto di chi si trova in difficoltà.

«Quello della casa è un problema veramente serio, quasi drammatico per gli ultimi, i migranti – ha commentato Corrado Conti, del circolo Arci Spazio Condiviso -. A decine ormai ricevono il diniego dalle commissioni preposte a valutarne le condizioni per l’accesso a strutture e a case popolari. Quindi c’è un grande bisogno di alloggi. C’è gente che è venuta qui, allo sportello, che ha dormito per mesi al pronto soccorso, ma ci sono ancora persone che dormono all’addiaccio, nei giardini».

È per questo motivo che si è scelto di far leva sulla sensibilità dei cittadini. «Se qualcuno ha locali che può mettere a disposizione, siamo pronti a studiare forme di garanzia che li metta al riparo da sorprese e problemi, riguardo il pagamento dell’affitto e il verificarsi di danni negli appartamenti».

Ma non è tutto. In queste condizioni di disagio economico e sociale, sono numerose anche le persone che non hanno la possibilità di farsi curare.

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