Igt Terre Lariane

Crescita costante

Igt Terre Lariane  Crescita costante

«Assistiamo a una crescita costante delle attività in termini economici, con un buon 10% di aumento di vendita di prodotti delle nostre terre»

MONTEVECCHIA

«Di questo passo la vendemmia verrà anticipata: è stata un’annata buona e il caldo la sta favorendo». Così Franca Riva, del Consorzio Igt – Indicazione geografica tipica “Terre Lariane” commenta favorevolmente la situazione attuale, che conferma le buone prospettive delle attività vitivinicole nel territorio lariano.

«Assistiamo a una crescita costante delle attività in termini economici, con un buon 10% di aumento di vendita di prodotti delle nostre terre. Si tratta di una riscoperta felice della coltura della vite, come attività economica – aggiunge Franca Riva – Il nostro consorzio raggruppa 19 aziende. L’insediamento storico dei vigneti era nel territorio di Montevecchia nella Brianza lecchese. Negli ultimi anni è stata valorizzata anche la produzione nelle zone dell’Alto Lario, sfruttando la felice posizione geografica del Pian di Spagna. Due aziende di Domaso, la “Sorsasso” e le “Cantine Angelinetta” sono in grado di produrre numerose varietà di vini lariani, bianchi e rossi. L’azienda che seguo personalmente, è la tenuta “Montecchio nord” di Colico. Si producono circa 6.000 bottiglie l’anno da tre etichette: “Rosso del forte” e “Tana di volpe” (merlot) e “Le Bressane del Montecchio” (chardonnay)».

La sorpresa è data dal fatto che altri vini sono prodotti da aziende agricole anche alle porte di Como. «Sulla collina comasca, in direzione della Svizzera esistono due aziende, a Montano Lucino, “Sala Agricoltura” e “Azienda agricola “Concordia che hanno aderito al nostro Consorzio – prosegue Franca Riva – Un’altra azienda è sorta recentemente a Perledo, sopra Varenna, mentre sono ormai radicate alcune attività nella zona di Calolziocorte, gìà provincia di Bergamo».

L’annata del 2018 si presenta quindi in prospettiva ancora migliore dell’anno scorso, che era andata decisamente bene. «Per alcuni vitigni, come lo “Chardonnay” lo scorso anno la vendemmia era stata anticipata alla fine del mese di agosto – ricorda ancora Franca Riva - Con temperature così elevate è infatti consigliabile anticipare ancor più di qualche giorno la vendemmia, altrimenti l’uva rischia di essere bruciata dal sole».

La viticoltura e la produzione di vini considerata fino a non molto tempo fa un’attività residuale nel Comasco è stata riavviata grazie al Consorzio “Terre Lariane. Ovviamente, il peso della viticoltura di qualità non è paragonabile alle province di Pavia e Brescia, tra Como e Lecco si parla di circa 30 ettari vitati di qualità a fronte di circa 15mila. «Si tratta di un’attività affascinante, perché valorizza pienamente i caratteri tipici di un territorio – aggiunge Franca Riva – Occorre crederci. Costa sacrifici ma può dare risultati soddisfacenti. Soprattutto può diventare un’occasione per creare occupazione, soprattutto giovanile. Si tratta insomma di un’attività strategica, volta a valorizzare un rapporto tra l’uomo e la sua terra che è sempre stato vissuto in maniera concreta: perché produce risultati visibili, che si possono vedere e toccare, oltre che gustare».


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