Calolzio: auto in sosta in piazza Vittorio Veneto «Ma non si tratta di un’isola pedonale?»

Cittadini perplessi e opposizione critica: «Bisogna far rispettare le regole»

Il sindaco: «Stiamo tenendo la cosa sotto controllo, se la situazione degenera interverremo»

Calolzio: auto in sosta in piazza Vittorio Veneto «Ma non si tratta di un’isola pedonale?»
Auto e furgoni parcheggiati in piazza Vittorio Veneto

«In piazza Vittorio Veneto si può parcheggiare o no?». È una domanda che i cittadini si fanno sempre più di frequente, sulla base della situazione che pare essere divenuta normale. Di fatto, nell’area sottostante il municipio da qualche mese gli automobilisti hanno iniziato a lasciare le auto, per svolgere commissioni o fermarsi a bere un caffè. Una sosta che sulla carta non sarebbe consentita perché la zona è isola pedonale, alla quale dovrebbero poter accedere solo i mezzi speciali diretti alla banca e i veicoli sanitari.

Sulla questione è intervenuto anche Diego Colosimo capogruppo di Cambia Calolzio. «Probabilmente non si vuole intervenire perché si vuole portare tacitamente avanti la proposta di aprire la piazza alle auto, accogliendo i suggerimenti di qualche cittadino e commerciante. La piazza centrale dovrebbe essere viva e pulsante». Colosimo e il suo gruppo chiedono «di far rispettare le regole di divieto di circolazione, con controlli più puntuali della Polizia locale e adottando ulteriori accorgimenti per impedire l’ingresso in piazza».

L’amministrazione, comunque, sta seguendo con attenzione la situazione. «L’assembramento degli ultimi giorni è stato causato dalla presenza dei mezzi degli addetti che hanno sostituito il centralino del Comune – ha spiegato il sindaco -. È vero però che c’è chi ha deciso di iniziare a parcheggiare in un’area in cui l’accesso è consentito solo per il carico/scarico di merci. Stiamo tenendo la cosa sotto controllo, in attesa di affrontare anche questo discorso nell’ambito del rifacimento del piano della sosta. Di sicuro, se notassimo una degenerazione della situazione non esiteremo a intervenire».

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