«Basta furti, almeno al cimitero»   Una petizione da portare al sindaco
In cimitero a Galbiate si ripetono i furti di fiori

«Basta furti, almeno al cimitero»

Una petizione da portare al sindaco

Raccolta di firme per «un sistema di telecamere che ci garantisca visite sicure»

Il comandante della polizia locale, Danilo Bolis, ha comunicato ieri la decisione di «interpellare e coinvolgere anche il sindaco, Benedetto Negri, sul fenomeno dei furti nel cimitero; le telecamere – ricorda – sono numerose e inquadrano pressoché l’intero camposanto; evidentemente, il problema va affrontato in modo diverso».

Domenica s’è raggiunto l’apice dello sdegno tra le famiglie, vittime non solo del danno, bensì anche della beffa per i biglietti, lasciati dal ladro – o dalla ladra – sulle sepolture dalle quali vengono sottratti fiori freschi e vasi, provocando i parenti con frasi che inneggiano a Dio e altre più prosaiche, come i canzonatori inviti in stampatello, a lasciare il proprio numero di cellulare per protestare direttamente. Un comportamento inaccettabile: ieri è cominciata, così, la petizione; si firma nel negozio di fiori di via IV Novembre. A promuovere l’iniziativa è Barbara Meregalli, che chiede la massima condivisione anche su Facebook; spiega: «Spero che la raccolta di firme ci permetta, se non altro, di provare a fare qualcosa per la nostra sicurezza. Vogliamo un sistema di videosorveglianza efficace che ci consenta di recarci in qualsiasi istante a trovare i nostri cari senza timori; inoltre, non vogliamo più che le tombe di figli, nonni, parenti e amici siano derubate da balordi. Perdere una persona è uno dei dolori più grandi che si possa affrontare nella vita; il cimitero è per noi un modo per restare vicini a questi nostri cari scomparsi, per continuare a parlar loro cercando di sopperire, in tal modo, alla mancanza fisica terrena. Credo di non essere l’unica che spesso, recandosi in tale luogo, si è trovata in circostanze spiacevoli a causa di gente senza scrupolo che, puntualmente, defrauda le tombe dai fiori che deponiamo. Sono convinta che il cimitero debba essere un luogo tranquillo – afferma la Meregalli - dove potersi recare serenamente: senza alcun timore; senza la paura di essere aggrediti né derubati».

Fino adesso, le famiglie avevano sopportato perlopiù in silenzio e soffrendoci molto: in particolare, persone anziane come un galbiatese di 90 anni, vedovo, che ha riferito di andare a trovare la moglie, morta a gennaio di quest’anno e «rimanerci ogni volta molto male», trovando la sepoltura depredata dei fiori. L’obiettivo della petizione è di richiamare, ora, l’attenzione delle autorità e, depositandola il municipio all’ufficio Protocollo, «ottenere dall’amministrazione comunale risposte sulle soluzioni per incrementare la sicurezza».


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