Zironelli: «Vero, questo derby  volevamo vincerlo a tutti i costi»
Mister Mauro Zironelli dialoga con i giocatori della panchina

Zironelli: «Vero, questo derby

volevamo vincerlo a tutti i costi»

Il mister bluceleste commenta la vittoria per 3-0 del Lecco contro la Pro Patria. «Encomiabili I nostri attaccanti che si dannano l’anima anche in fase difensiva».

Mauro Zironelli è soddisfatto. Sa che ha fatto una grande cosa: sfatare il mito dell’imbattibilità dei bustocchi, ma anche recuperare morale e coraggio dopo la disastrosa trasferta di Trieste. Non era facile.

Anche se nel primo tempo il Lecco avrebbe dovuto chiudere i conti e andare sul 2-0. Invece ha rischiato di farsi riprendere. «Meritavamo un gol in più, come loro meritavano di più quando hanno preso la traversa - ammette serenamente il tecnico bluceleste - . Si poteva arrotondare il risultato, nel primo tempo, ma non ci siamo riusciti. Però abbiamo mantenuto una prima frazione intensissima, come avevamo concordato con i ragazzi. Non era semplice».

Nella ripresa, però, c’è stato qualcosa da correggere. E Zironelli l’ha fatto: «C’è stato un po’ di blackout dal 5’ al 10’ del secondo tempo ma chi è entrato ha fatto veramente bene. Questi ragazzi meritano un applauso perché le partite e i filotti, li fa chi sta fuori e chi si allena bene. Lo stanno dimostrando un po’ tutti e l’importante è far sentire tutto il gruppo partecipe. Quando arriva il momento giusto devi dare spazio a chi tira la carretta e ha giocato meno».

Zironelli è sempre lucido e onesto: «Abbiamo rischiato sul colpo di testa finale, ma poi l’abbiamo sistemata e nei contrasti finali siamo stati bravi a rubare tanti palloni davanti con Masini, Kraja, Pippo Lora… Meritavano tutti il gol. Hanno dato l’anima. Siamo contenti perché volevamo assolutamente vincere il derby. E vincere era la cosa che contava di più».

Ma la chiave di volta della gara è stata la mole di lavoro che hanno fatto gli attaccanti: «Si dannano l’anima anche in fase difensiva - spiega Zironelli - perché bisogna anche saper difendere. Nel momento in cui c’è stato il calo vistoso, per fortuna quelli che sono entrati hanno dato il colpo di grazia alla Pro Patria».

Chi ha fatto meglio? Difficile dirlo. Ma Masini… «Lui ha recuperato l’impossibile. Zambataro, Masini, Iocolano, Tordini erano stremati. Non si poteva più giocare nella ripresa, ma solo andare a prenderli più alti possibili e noi lo abbiamo fatto con i loro sostituti. Dando freschezza con i ragazzi subentrati, abbiamo saputo pressare bene. Non abbiamo più sofferto azioni da parte della Pro Patria. Una bella cosa, perché ti rendi conto che se attacchi tieni lontana la squadra avversaria e fai respirare la difesa».

E Kraja? «Era entrato bene anche con la Feralpi. Anche Lakti aveva fatto bene contro la Giana. Tutti danno tutto. E questa è la cosa più importante. Dispiace per la prova sotto tono di Trieste. Siamo ancora rammaricati, ma ci può stare. Tanti ragazzi non avevano giocato lì e per venti minuti ci abbiamo capito poco. Ormai era tardi per recuperare».


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