«La chiamata mondiale? Non ci avrei mai creduto»

Intervista con Asja Zenere, la sciatrice “adottata” a Barzio. Il 16 febbraio si apre per lei l’avventura iridata: sarà in gara nel Gigante.

A ottobre Asja Zenere in un’intervista al nostro giornale, dopo la rinuncia alla partenza per le tappe nordamericane di Coppa del mondo, aveva affermato che non voleva pensare all’iridato di Courchevel. «Vado avanti gara per gara e poi vedremo cosa succederà», aveva risposto la vicentina (26 anni) che, da quando ha sposato, nel 2021 l’allenatore Giuseppe Alborghetti, vive a Barzio.

La chiamata adesso è arrivata: la politica dei piccoli passi ha funzionato.

Quando mi hanno telefonato per complimentarsi, ci ho messo un po’ per crederci. Non c’era ancora la comunicazione ufficiale della federazione e quindi non volevo illudermi. Poi è arrivata e sono stata felice.

Ma quindi non se l’aspettava?

A inizio stagione non c’era un aspettativa così grande per me, lo è diventata col tempo e sono felice di far parte di questo Mondiale. Sicuramente è il raggiungimento di un sogno. Ad ottobre però non la mettevo in conto.

La chiamata non è arrivata per caso, ma è stata meritata.

Certamente. I risultati che ho fatto sono stati decisivi e questo mi fa molto piacere. E poi non bisogna dimenticare che nel gigante la squadra italiana è fortissima. Essere stata convocata al fianco di Marta Bassino e Federica Brignone, è una grandissima soddisfazione.

Quindi sarà al via solo tra le porte larghe, nella gara di giovedì 16 febbraio?

Quella sicuramente anche se potrei essere schierata nel parallelo a squadre e in quello individuale. Vedremo cosa decideranno i tecnici.

E’ debuttante al Mondiale e nel suo curriculum ci sono solo nove partecipazioni alla Coppa del mondo, di cui sette in questa stagione. Tutte nel gigante.

Non sono tantissime, è vero ma sono state di qualità. A partire dall’undicesimo posto colto al Sestriere lo scorso dicembre, ho messo a referto alcuni buoni risultati. Il peggiore è stato il ventottesimo a Kranjska Gora, quando però avevo la febbre. E poi ci sono le tre vittorie, sempre a dicembre in Coppa Europa.

A proposito di Coppa Europa ad inizio stagione aveva dichiarato che il suo obiettivo era quello di vincere la classifica finale del secondo circuito del Circo Bianco, per avere il posto fisso l’anno prossimo in Coppa del mondo.

Confermo. Quello è il mio obiettivo e non è un caso se prima di andare a Courchevel, ho fatto delle gare di Coppa Europa. Ci tengo e farò di tutto per arrivare.

Però il Mondiale “vale” di più.

Ovviamente e io non lo snobberò. Sono contenta ed orgogliosa di poter partecipare. Darò il massimo ma soprattutto mi godrò le sensazioni e l’atmosfera. Voglio viverlo al massimo. Ma sarò anche tranquilla, visto che non ho nulla da perdere. Anzi posso solo guadagnare.

In attesa di festeggiare il successo in Coppa Europa, la chiamata al Mondiale, la ripaga di tutte le difficoltà del recente passato, soprattutto degli infortuni.

Direi proprio di sì. Grazie al mio carattere non ho mai pensato, nemmeno nei momenti più difficili, come quello dopo il secondo infortunio, di mollare. Sciare è quello che mi piace fare ed è quello che farò ancora e mi ha portato a riprendere ogni volta. Anche quando mi allenavo da sola e sembrava lontano, quasi impossibile pensare alla Coppa e al Mondiale. Adesso non posso che essere felice ed orgogliosa.

Allora è il momento di ringraziare chi le è sempre stato vicino.

Non faccio nomi. Dico grazie a tutte le persone che mi hanno davvero aiutata a superare tutte le difficoltà. Non serve “chiamarle” una per una: loro lo sanno bene chi sono e le ringrazio.

Non fa nemmeno un’eccezione?

La mia società, il gruppo sportivo dei Carabinieri. Mi hanno sostenuta e mi sono stati vicini, in un periodo difficilissimo, quando ero uscita, anche per l’infortunio, dalle squadre nazionali. Allora mi allenavo da sola e mi seguivano loro. Se adesso vado a Courchevel lo devo anche al loro sostegno e alla loro vicinanza.

Quali sono le sue caratteristiche?

Sono istintiva anche in gara e mi ritengo un’atleta molto tecnica. E poi cerco di fare le cose più sensate. Sempre.

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