Rimborsi troppo bassi   Lecco pronto a scioperare
Il Lecco è uscito sconfitto dalla trasferta di Sesto, una partita molto sentita dalla famiglia Di Nunno

Rimborsi troppo bassi

Lecco pronto a scioperare

La società sul piede di guerra con la Lega sulla gestione dei bonus per la valorizzazione dei giovani - Gino Di Nunno: «Riceviamo pochissimi fondi e invece dobbiamo affrontare pesanti spese sanitarie. Non è giusto»

È pronto anche lo sciopero se la Lega Pro non tornerà sui propri passi. E il Lecco è capofila dei “rivoltosi”. Il patron Paolo Di Nunno non manda giù neanche il ricorso respinto dal Tribunale Federale Nazionale. E rilancia. Se Juventus, Livorno, Como e Alessandria non fanno minutaggio, poco male. Tutti gli altri, ovvero 16 squadre su 20 lo fanno. E vorrebbero diminuire le enormi perdite con gli introiti della valorizzazione dei giovani. Il che, all’inizio della stagione, era un “montepremi” così diviso: se era 100, veniva diviso tra tutte le squadre dei gironi A, B e C che impiegavano i giovani.

Ora, invece, dopo l’assemblea di Lega che ha visto i gironi B e C (dove il minutaggio lo fanno in pochi), compatti contro il girone A, la torta da 100 è divisa in tre parti uguali (una fetta a ciascun girone), e poi suddivisa tra gli aventi diritto. E la torta è diventata un frittata da pochi bocconi ogni società (nel girone A, mentre nel B e nel C dove sono poche le squadre con giovani chi fa valorizzazione prende più di quanto avrebbe preso con le vecchie regole).

Il vicepresidente del Lecco Gino Di Nunno sbotta: «Noi siamo i penultimi nella classifica della valorizzazione nel girone A e infatti abbiamo preso solamente 28mila euro. Ma la Pro Vercelli che è prima ha preso soltanto 74mila euro. Loro, e noi, avrebbero preso il doppio o di più, con le regole con le quali si è partiti a inizio stagione. Ma la battaglia contro questa misura iniqua è ancora lunga. Non possono cambiare un regolamento a stagione iniziata. Lo sciopero del girone A è un’ipotesi che stiamo valutando, ma prima vorremmo fare un incontro con tutti gli altri presidenti del girone A che non ci stanno. Cambiare tutto il regolamento a stagione in corso, dopo che si è lavorato, si è fatto il mercato apposta per i giovani, è assolutamente ingiusto…».

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