Mastroianni, un giocatore rigenerato  «Contento sì, anche se mi manca il gol»
Ferdinando Mastroianni, 29 anni, 1.93 d’altezza, casertano nativo di Maddaloni (Foto by foto Menegazzo)

Mastroianni, un giocatore rigenerato

«Contento sì, anche se mi manca il gol»

Con mister Zironelli il “gigante buono” del Lecco è tornato a essere un fattore. «Davanti siamo davvero bravi: Tordini ha qualità importanti e Iocolano crea sempre la giocata».

Se c’è un motivo per avere buone sensazioni sul Lecco di Zironelli è la sua capacità di rigenerare giocatori che, alla fine della scorsa stagione, apparivano svuotati di energie e motivazioni. Luca Giudici contro il Feralpi ha disputato una partita quasi perfetta sia in fase di non possesso che in fase offensiva.

E se anche Pippo Lora contro i bresciani non ha brillato, è stato comunque positivo. Ma il terzo, forse più sorprendente, “recupero”, è quello di Nando Mastroianni. Il “gigante buono” bluceleste, infatti, è passato dall’apparente apatia del finale dello scorso campionato alle prime quattro prestazioni tutta sostanza e assist gol della presente. Un cambiamento che ha fatto scordare la perdita di una sponda come Riccardo Capogna, che di solito faceva da perno centrale dell’attacco bluceleste.

Al di là del gol che non è ancora arrivato (ma Trieste incombe), il classe 1992 bluceleste è in stato di grazia. Anche domenica avrebbe potuto finire nel tabellino degli assist-man per il tiro di Tordini che si è infranto sul palo. Un colpo di tacco sapiente, insospettabile, che ha messo in porta il 2002 bluceleste e stava già facendo urlare di gioia tutto uno stadio.

«Sono contento per le mie prestazioni e quelle della squadra - ammette “Mastro” -. Uno al gol ci pensa e per un attaccante segnare è un qualcosa di fondamentale. Sono stato sfortunato nelle prime partite, ma non mi abbatto. E davanti direi che le cose stanno funzionando abbastanza bene».

Sullo scambio con Tordini conferma: «Si è trattato di un bello scambio. E devo dire che quando puoi e giochi così e non fai soltanto a “pallonate”, per noi attaccanti giocare è davvero divertente. Mi sono divertito, lo ammetto, perché quando arrivi sugli ultimi 25-30 metri a fraseggiare, ti diverti. È un po’ il mio pane».

Poi c’è il fenomeno Tordini da “coccolare”. E si vede che parte della rinascita di Mastroianni deriva proprio da un’intesa con il giovanissimo bomber bluceleste. I due si capiscono, si cercano, e se per ora è Tordini ad aver segnato o ad aver colto i pali (già due clamorosi).

«Davanti siamo veramente tutti giocatori bravi - spiega Mastroianni -. Tordini ha qualità davvero importanti. E ammetto che ci troviamo molto bene insieme: lo si vede dai fraseggi, dalla palla che arriva davanti e poi viaggia veloce. Poi c’è Iocolano che fa sempre il suo creando la giocata. Noi siamo bravi a stare vicini e a giocare insieme, il che ci rende sempre pericolosi. Poi per me Tordini è un ragazzo molto intelligente con ampi margini di miglioramento. Per cui non possiamo che migliorare tutti insieme ulteriormente».

Si può sorridere dunque. E pensare che quando il Lecco incontra squadre che puntano in alto, anche se lo mettono in difficoltà, ci sarà sempre la speranza di estrarre dal cilindro la giocata giusta, la “sponda” azzeccata, il “filtrante” che ti mette in porta.

Che sia poi Tordini, Iocolano o Mastroianni a segnare poco importa. La fase offensive non è fatta da un solo giocatore. E ora il Lecco sogna? «Stiamo con i piedi per terra - ammonisce il bomber bluceleste – ma è chiaro che andare a Trieste in questo momento è già una grande carica per tutti».


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