Lecco, tutti felici?   Macché, Maiolo è una furia
Masini, Mastroianni e Marzorati sono stati grandi interpreti nella vittoria sul Padova

Lecco, tutti felici?

Macché, Maiolo è una furia

Neanche l’impresa contro il Padova riesce a placare la rabbia del direttore che punta Di Nunno. «Stiamo lavorando duro e non sappiamo come rispondere a chi è scontento. Le critiche di Fiorenzuola? Ingiuste».

Dopo Lecco-Padova, vinta dai blucelesti, arriva la tempesta. Angelo Maiolo, per la prima volta da quando è direttore generale, si lamenta della proprietà. Anzi, del patron. Non lo fa apertamente, ma è chiaro che il riferimento è a lui e al suo sfogo dopo Fiorenzuola.

Nel dopo partita emiliano, il patron avrebbe attaccato frontalmente sia il diesse Fracchiolla che il diggì Maiolo. E, in effetti, non si capisce il perché. La squadra è stata allestita, per quel poco che si può capire in sette giornate, bene. Si sta facendo il minutaggio. I giovani sembrano essere tra i migliori della categoria (Tordini e Masini su tutti). E la squadra ha solo delle amnesie, ma gioca a calcio. Zironelli l’ha voluto Fracchiolla, come tutti gli altri giocatori.

E allora Di Nunno di cosa si lamenta? Dei risultati. Della sconfitta di Fiorenzuola. Giusto: è lui che paga. Ma deve trovare i colpevoli giusti, se è il caso di trovarli. E Maiolo, ma soprattutto Fracchiolla, non possono essere messi sul banco degli imputati. Non ora, almeno. Ora sono solo da applaudire. Poi si vedrà. I conti si fanno al termine del torneo.

Così Maiolo a caldo, dopo Lecco-Padova, esplode: «Tordini? È un’invenzione del signor Fracchiolla. A Fiorenzuola abbiamo preso una camionata di critiche da parte di altri (non della stampa, ma del patron, afferma a microfoni spenti il direttore generale, n.d.r.), ma non è giusto. Abbiamo fatto una buona partita poi è andata com’è andata, quella partita. Malgrati e Zironelli sono stati molto bravi a tenere gli equilibri. E non sono d’accordo su quello che ha detto ieri il Padova: noi abbiamo giocato a calcio. L’episodio dell’espulsione? C’era. E noi abbiamo sempre fatto quel che dovevamo».

Maiolo rende onore al Padova e ai suoi giocatori: «Hanno giocato bene, anche in dieci: sono una grande squadra. Ma si sono piegati al Lecco e non è proprio come hanno detto loro: grazie a Zironelli e Malgrati abbiamo fatto una grande partita».

Maiolo è un fiume in piena e si toglie tutti i sassolini: «Ronaldo è stato un po’ antisportivo. Iocolano ha un occhio pesto, Tordini un bozzo sul collo. E Ronaldo non deve prendere in giro gli altri giocatori. Andiamo a Mantova, ora. Ci possono stare tutti e tre i risultati».

Poi, però, il direttore generale bluceleste ritorna indirettamente sul patron. E sulle pretese che potrebbe aver espresso nel conciliabolo dopo Fiorenzuola: «Ci scoccia, certo, ma non possiamo pensare di arrivare in cima al torneo. Il Padova ha speso 10, noi ne abbiamo speso 2: non sto parlando di milioni di euro ma di proporzioni tra i due budget. Noi abbiamo preso giocatori che pagano anche gli altri (Ganz, Morosini, Masini). Il più costoso è Iocolano, ma arriva al massimo a 50 mila euro. Gli altri sono tutti bassi di stipendio. Eppure sono felici e contenti. È questo il nostro segreto: la compattezza». E su Domenico Fracchiolla aggiunge: «Due stagioni fa, quando io ho preso Fracchiolla, che è il mio unico merito calcistico, ho lottato contro altre persone e per fortuna Fracchiolla è arrivato. Qualche società anche di serie B lo voleva quest’estate, ma lui ama il Lecco e voleva stare a Lecco. Ora (il patron) ha fatto il suo nome, ed era molto arrabbiato, ma non è bello distruggere tutto. Stiamo lavorando ventiquattr’ore su ventiquattro, per cui non sappiamo come accontentare chi è scontento».


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