L’analisi di Caraffa  «Serve una svolta psicologica»
Caraffa in azione

L’analisi di Caraffa

«Serve una svolta psicologica»

Parla l’attaccante, autore a Caravaggio di un gol ma che ha avuto anche l’occasione per il 2 - 2 - «Se avessi segnato, poi avremmo vinto: ne sono certo. La squadra è unita, dobbiamo tornare a vincere»

«Preferivo non segnare e vincere la partita». Esordisce così l’ “eroe di Olginate”, Davide Caraffa, classe 1998 (che ai play-out della scorsa stagione ha segnato il gol salvezza), stava per ritornare a essere un bluceleste decisivo. Il suo gol, in torsione di testa, su assist di Bignotti, che è valso il momentaneo pareggio a Caravaggio, sembrava essere quello giusto per ribaltare la situazione. Per riportare il Lecco alla vittoria. Ma, subìto il 2 a 1, a pesare sulla partita è stato un errore dello stesso Caraffa su assist di Roselli, che l’ha lanciato solo davanti al portiere biancorosso. Alla fine il 3 a 1 del Caravaggio è frutto anche di questo “uno contro uno” vinto dal portiere Tognazzi, un ex bluceleste (fu portato a Lecco da mister De Paola).

Ma la punta milanese è stata comunque uno dei più positivi e dei più costanti di domenica scorsa.

«Abbiamo fatto una gara normale, non pessima – ammette - ma se avessi segnato il 2 a 2 la partita sarebbe cambiata completamente. L’avremmo vinta, ne sono convinto. Una volta sbagliata quell’occasione, invece, siamo usciti dalla partita e ci siamo tagliati le gambe». Caraffa, insomma, è rimasto un ragazzo onesto e umile. Tanto che, quando lo mettiamo di fronte al fatto che le “grandi firme” Rabbeni e Bignotti non sono stati alla sua altezza, lui nega: «Bignotti è stato bravissimo a mettermi quel pallone che io ho messo in rete. Era uno schema: Cavalli lancia Bignotti che la mette in mezzo... E bravo anche Roselli sul possibile mio secondo gol: è colpa mia se non l’ho messa dentro. In quelle occasioni penso troppo a cosa fare e…sbaglio. Una cosa in cui devo migliorare».

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