Il centenario Moleri  «Avanti con grinta»
Marco Moleri, classe 1998, di Civate domenica a Piacenza ha indossato la sua centesima maglia bluceleste

Il centenario Moleri

«Avanti con grinta»

A Piacenza il centrocampista, classe ’98, ha indossato la sua centesima maglia bluceleste.

È contento Marco Moleri. Il centrocampista classe 1998 sta uscendo dal suo guaio al ginocchio e, soprattutto, sta uscendo da un periodo in cui ha giocato poco e sofferto molto.

Ora ha fatto cento. Cento presenze, con quella di domenica scorsa a Piacenza, e ha acquisito morale, speranza nel futuro e tanta carica per spingere il “suo” Lecco sempre più su.

«È un buon traguardo, quello delle cento presenze in bluceleste. Sono davvero soddisfatto. Quando ho cominciato nella squadra del mio paese, Civate, non ci pensavo proprio. Chiaro che un bambino sogna sempre di arrivare più in alto possibile e fare cento presenze, nella squadra della città dove sei nato è una grandissima cosa».

Ginocchio sinistro permettendo. Come va? Lo chiediamo al suo proprietario, il centrocampista-guerriero di Civate: «Ora sta andando a posto. Avevo una condropatia, un’infiammazione della cartilagine della rotula, e mi ero fermato due settimane per fare rinforzo muscolare sulla gamba sinistra perché conta molto recuperare il vasto e il quadricipite della coscia. Ora sto bene. E a Piacenza mi ha fatto davvero piacere entrare perché mi sentivo bene, che è la cosa più importante».

Moleri ha sempre fatto quel che poteva, nelle scorse settimane: corsa lineare sul dritto, rinforzo muscolare. Ma non ha voluto forzare il ginocchio per non rovinarsi la stagione: «Ero sempre al campo con i compagni e facevo differenziato ma sono rientrato nel gruppo prima della gara contro il Livorno. Ma adesso sono pronto a dare tutto per la mia squadra. Anche quando non ero al top della condizione, sono sempre stato pronto a dare tutto me stesso: l’importante è non mollare mai».

Il Lecco è davvero forte, ora. Con Moleri e tutti gli altri, sta costruendo il miglior campionato da quarant’anni, e più, a questa parte: «Veniamo da un momento molto positivo e alla fine della stagione si tireranno le somme. Non vendo nulla prima. Io gioco in un reparto molto forte, con tanta concorrenza. Ma tutta la squadra è forte, a prescindere dal centrocampo. Il livello è davvero alto e in mediana sono tutti molto performanti, per cui è sempre una lotta. Ma sono anche ottimi ragazzi, oltre che ottimi giocatori, per cui è una sfida leale e che mi fa crescere. Poi io prendo sempre consigli e cose positive da chi è più esperto di me. Ogni campionato, da tre anni, sono un under “spostato avanti”, per cui mi fa piacere avere ancora un po’ di tempo prima di diventare un “vecchio”».

La Juventus U23 sullo sfondo. Non sarà facile, come non lo è mai in serie C. Ma con la Juve di più perché non si sa mai chi schiererà la squadra torinese: «Sono forti. Punto. Hanno tanti ragazzi promettenti, ma noi dobbiamo solo continuare con questa mentalità perché se entriamo in campo con questa testa diventiamo fastidiosi per tutti. A Piacenza, per esempio, siamo stati veramente “tosti” e compatti. E poi mi ha fatto tanto piacere il gol del mio grande amico Ivan Merli Sala. Abbiamo davvero un grande rapporto dopo quattro anni di gioco insieme nel Lecco. È un grande giocatore, uno che sputa sangue per questa maglia come faccio anche io. E questo conclude il centrocampista di Civate - ci accomuna, come accomuna tanti dei miei compagni di squadra».


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