Gnecchi e Ripamonti

restano in Sicilia

Canoa. I due atleti di punta lecchesi erano partiti per un raduno a Carlentini inseguendo il pass per le Olimpiadi. Vista la situazione d’emergenza il soggiorno è prolungato per precauzione. Alessandro: «Ci manca casa ma forza»

Gnecchi e Ripamonti restano in Sicilia
Da sinistra, Nicola Ripamonti e Alessandro Gnecchi con i colori della Nazionale di canoa

Lo sport di alto livello “ai tempi del coronavirus”? Un’incognita. Con fior di professionisti alle prese con situazioni e contingenze al limite del paradossale.

Un esempio arriva da due degli atleti professionisti più importanti dello Stivale, frutto di una tradizione lecchese nella disciplina della canoa.

Sono i pluricampioni italiani Alessandro Gnecchi e Nicola Ripamonti. I due azzurri di canoa, partiti per un raduno della Nazionale maggiore, nella zona tra Siracusa e Catania per preparare l’assalto al pass per le prossime Olimpiadi di Tokyo 2020, rientrati pochi giorni a casa a fine gennaio, tornati sull’isola a inizio febbraio, adesso sono bloccati in Sicilia, in quanto impossibilitati a tornare indietro.

Bloccati ovviamente dal coronavirus. Così un raduno di tre settimane, diventa di sei. Con la prospettiva di raddoppiare questa cifra nelle prossime settimane. E gli allenamenti si intensificano, i muscoli si gonfiano, ma al contempo c’è la mancanza di casa.

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