Galati: «Ma quale fallimento

Sarà un Lecco più forte»

«Nessuno vuole smembrare l’attuale rosa, anzi aggiungeremo tre o quattro elementi validi . La contestazione ci sta, i tifosi volevano notizie»

Ampio servizio su La Provincia di Lecco di martedì 6 maggio

Galati: «Ma quale fallimento Sarà un Lecco più forte»
Il presidente Stefano Galati, a sinistra, con il bluceleste Guobadia
(Foto di foto menegazzo)

Stefano Galati, presidente della Calcio Lecco, non lascia, anzi rilancia. Dopo la pesante contestazione di domenica e dopo che Paolo Cesana, il più “criticato” dagli Ultras, ha annunciato di non voler commentare, Galati non si dice affatto stupìto dei cori e degli striscioni in Curva e nei Distinti.

Ma puntualizza punto per punto l’accaduto. «La contestazione? C’era da aspettarsela, perché i tifosi vogliono avere notizie e per una settimana la società non ha fatto sapere niente proprio perché sta lavorando sotto traccia. Sono stato tre giorni a casa per motivi personali e non ho potuto essere presente domenica. Ma ribadisco il concetto: nessuno ha in mente di far fallire la Calcio Lecco, anzi. Faremo una squadra più forte di quest’anno, sicuramente. Non capisco gli allarmismi».

Allarmismi sulla squadra

Gli allarmismi sono legati, per esempio, al fatto che in conferenza stampa si era parlato di rifare la squadra ex novo, soprattutto per motivi disciplinari. Galati nega: «Mercoledì faremo una cena di commiato. Un allenamento e poi la cena di saluto. E prima della fine di maggio ci rincontreremo per saldare l’altro stipendio, come promesso. Cominceremo a trattare i rinnovi con chi secondo noi deve far parte del nuovo progetto, ma l’ossatura sarà la stessa di quest’anno con l’aggiunta di tre-quattro giocatori validi. Non è vero che smembreremo la squadra e manderemo via tutti».

Ed ancora: «In settimana annunceremo la nuova composizione del settore giovanile. Ci saranno delle novità anche per la prima squadra. A fari spenti cominciamo la nuova avventura per puntare ai vertici. Vogliamo lottare per qualcosa di importante. Nessuno abbandona e nessuno si è fatto avanti per rilevare la società, tantomeno di Lecco».

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