Enrici: «Nato destro, ma grazie   a mamma ora uso più il mancino»
Il Lecco durante una seduta d’allenamento allo stadio Rigamonti-Ceppi (Foto by foto Menegazzo)

Enrici: «Nato destro, ma grazie

a mamma ora uso più il mancino»

A tu per tu con il ventenne difensore cuneese che dovrebbe avere un posto da titolare nel Lecco.

La linea verde bluceleste sembra partire da un giovane, un ventenne, che ha già una trentina di presenze in serie C. Quello che si definisce, alla vigilia della prima amichevole di un certo peso (domani allo stadio contro l’Atalanta Primavera alle 16,30 a porte chiuse), un “giovane di belle speranze”.

Si chiama Patrick Enrici, fa il difensore ed è già convinto di aver trovato una nuova patria, in riva al lago: «Il primo approccio è stato molto positivo - ammette -. A partire dalla città che ho girato con la mia famiglia: io sono originario di Borgo San Dalmazzo, Cuneo, e trovo Lecco davvero molto bella. A livello calcistico, poi, con tutti i compagni mi sto trovando molto bene. Mi hanno accolto tutti al top e mi trovo ogni giorno di più in sintonia con gli altri».

Un 2001 è strano vederlo già nella lista dei titolari. Ma Enrici è un “falso” giovane. Nel senso che ha già calcato un parterre importante come quello della sfortunata Sambenedettese: «L’anno scorso ho avuto la fortuna di incontrare mister Paolo Montero che mi ha cresciuto molto e poi è arrivato mister Mauro Zironelli e anche con lui ho giocato tanto. Per cui direi che è stata un’ottima stagione. Eravamo, nella prima parte del campionato, secondi e poi terzi. Poi la società è andata declinando, visto che non pagava tutti i debiti, e siamo finiti al fallimento. Però anche se ci avevano consigliato di scioperare, di non giocare, siamo arrivati ai playoff e poi siamo usciti alla prima giornata degli spareggi con la Fermana».

Enrici è un difensore, un “braccetto sinistro”, un difensore centrale che può fare sia il centrale che l’esterno dei tre dietro. E che usa entrambi i piedi come fossero lo stesso: «Sono nato destro - ammette -, ma ora uso più il mancino che il destro. Forse perché mia mamma mi ha sempre mandato a migliorarmi nelle giovanili e uso entrambi i piedi come fossero lo stesso piede. Le mie caratteristiche sono quelle di anticipare l’avversario, staccare di testa, e poi mi piace molto il contatto con l’attaccante. Di sicuro mi piace più difendere che attaccare. Se devo andare sul fondo a crossare, ci vado. Ma io preferisco stare dietro. Anche nei calci d’angolo».

Malgrati come viceallenatore e Marzorati come giocatore in campo sono due difensori prodighi di consigli: «Sono due giocatori che mi stanno dando molti consigli, è vero - ammette -. Ma non solo loro. Tutti quanti mi stanno dando qualcosa sia dentro il campo che fuori dal campo e mi sto trovando bene anche con il mio centrale, Battistini, e con il mio centrocampista di riferimento, Filippo Lora. Entrambi sono i miei compagni più diretti».

Ma che squadra vede davanti a sé Enrici? «Difficile per ora farsi un’idea. Abbiamo tutti tanta voglia di allenarci, migliorarci, di cercare di mettere in atto l’idea che il mister ha di gioco. Ci alleniamo tanto sulla tattica e tanto sull’atletica. Il nostro è un gioco molto dispendioso, perché è a tutto campo. Non c’è zona che lasciamo scoperta. Copriamo un po’ tutto il terreno di gioco».

«Già si vede qualche piccolo miglioramento - la chiosa - e ci stiamo affinando. Speriamo di farlo vedere al più presto».


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