Guarischi e il bronzo tricolore: «Ma non ero molto fiduciosa»

La pescatese commenta il terzo posto ai campionati italiani Élite. «In volata Balsamo troppo forte, al massimo per me ci stava l’argento».

Guarischi e il bronzo tricolore: «Ma non ero molto fiduciosa»
Il podio tricolore: da sx. Barbieri, Balsamo e Guarischi

«Il secondo posto, forse, ci poteva stare. In quelle frazioni lì, però, devi scegliere se andare a destra, oppure a sinistra. È un po’ così, insomma».

Barbara Guarischi, il terzo posto al campionato italiano su strada ottenuto domenica in provincia di Modena lo festeggia quasi al pari di una vittoria. Certo, un successo avrebbe portato con sé la maglia tricolore da sfoggiare per tutto l’anno successivo. La terza piazza, in ogni caso, è un risultato da accogliere con soddisfazione.

«Sono molto contenta, soprattutto perché venivo dall’Inghilterra, con molta fatica sulle gambe. Ho fatto il massimo e, francamente, alla vigilia non ero molto fiduciosa», commenta l’atleta lecchese in forza alla spagnola Movistar.

«Il finale allo sprint non era scontato»

Passare dai 15 gradi britannici ai 30 e più di San Felice sul Panaro non deve essere stato esattamente uno scherzo, con il finale in volata a premiare la campionessa del mondo Elisa Balsamo della Trek Segafredo, seguita sul podio da Rachele Barbieri delle Fiamme Oro e, a ruota, proprio da Guarischi.

«Alla vigilia - spiega - nessuno era sicuro che l’Italiano potesse concludersi in volata. Molte, infatti, avrebbero voluto andare in fuga, benché a causa della velocità stare fuori significava fare molta fatica. Nel finale avevo una bella posizione e mi ripetevo di stare calma. Nelle volate, del resto, il sangue freddo conta molto. Alla fine ho scelto di partire da sinistra; con il senno di poi, se avessi seguito Elisa Balsamo a destra probabilmente sarei arrivata seconda. Sono decisioni che si prendono in una frazione di secondo, quando mancano 200 metri all’arrivo».

Ora i Giochi del Mediterraneo

La corsa, in precedenza, era stata dura. Questo, al punto che il finale è stato meno sostenuto di ciò che ci si sarebbe potuto attendere. Tra l’altro, Guarischi non aveva compagne di squadre sulle quali contare poiché era l’unica atleta della Movistar al via. «Durante la corsa ho pensato più volte a un eventuale arrivo in volata. Tutto, infatti, si stava mettendo nella maniera giusta. Dai 5 km agli ultimi 400 metri c’è stata un po’ di bagarre per prendere le posizioni. Eravamo molto stanche e non è stato un finale tanto lanciato. Ci trovavamo tutte lì e, dunque, sarebbe stata anche una questione di fortuna».

Per Guarischi, peraltro, le fatiche non finiscono qui. Nel mirino, infatti, i Giochi del Mediterraneo. Provarci è d’obbligo e, con l’azzurro addosso, lei lo sa bene.

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