Sondrio in serie D, ora la questione stadio

Anche i dirigenti del Sondrio, con in testa il presidente Michele Rigamonti e il direttore sportivo Christian Salvadori, stanno festeggiando la serie D conquistata domenica con la vittoria per 3-0 sul Mapello. Per due delle “massime cariche” della società del capoluogo, però, non sono soltanto giorni di gioia e festa, ma anche di lavoro, per iniziare a pianificare la prossima stagione nella quarta serie del calcio italiano.

Una stagione in cui si alzerà ulteriormente l’asticella, per il livello degli avversari in campo, per la logistica delle trasferte, che saranno spesso più lunghe e complicate, per l’organizzazione delle gare interne che vedranno l’arrivo di un maggior numero di supporter delle squadre ospiti alla Castellina, e della spesa complessiva che dovrà affrontare proprio la società del capoluogo.

Non c’è dunque tempo da perdere e uno dei primi punti all’ordine del giorno è quello legato allo stadio della Castellina che necessita di numerosi interventi migliorativi: dalla qualità del terreno di gioco, del cui manto erboso si è lamentato in più occasioni anche mister Bolzan, all’impianto d’illuminazione, fino agli spogliatoi, strutture ormai vecchie di decenni e che hanno bisogno di una “rinfrescata”, per usare un eufemismo.

Proprio sull’impianto sportivo del capoluogo si è espresso, pochi minuti dopo la fine della gara di domenica contro il Mapello, il sindaco di Sondrio Marco Scaramellini. «Valuteremo insieme alla società: quello che ci sarà da fare faremo perché ci teniamo molto e poi questa promozione ci porta in serie D - ha garantito Scaramellini nell’intervista rilasciata a Fabio Landrini di Unica TV -. Un palcoscenico che abbiamo già visto, però è veramente importante e dobbiamo essere all’altezza».

Dal canto suo, sempre all’emittente televisiva, nel corso del programma Unica Calcio Sondrio, il presidente biancazzurro Michele Rigamonti ha ribadito il suo appello, relativo non solo allo stadio, ma a 360 gradi.

«La serie D mi fa un po’ paura: Michele Rigamonti è il presidente, ma non è così importante, potrebbe anche non esserlo più in futuro. L’importante è che la società si consolidi, abbia degli obiettivi e vada avanti, questo è il mio sogno - ha spiegato il patron del Sondrio -. Mi auguro che ora arrivi l’aiuto da parte di tutti, dalle istituzioni, dagli sponsor perché ora ci aspetta il passo successivo e anche in serie D non vogliamo fare un campionato solo per non retrocedere, ma da protagonisti. Questo, però, potremo farlo con quello che arriverà in questi giorni e mesi da sponsor e istituzioni per continuare a competere per obiettivi importanti».

Anche il direttore sportivo Christian Salvadori si è allineato al pensiero del suo presidente: «Mi auguro che le istruzioni, gli sponsor, il tessuto sociale nella sua totalità e cioè sportivi e tifosi facciano la loro parte con lo stesso impegno e trasporto che abbiamo avuto noi - ha chiosato Salvadori -, e mettano in campo lo stesso senso d’appartenenza che abbiamo messo noi».

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